Le Banche USA chiedono una riforma del mercato

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di Redazione 7 Agosto 2008 | 12:30
Le grandi banche USA, sotto la guida di Gerald Corrigan, si stanno muovendo in prima persona per sollecitare nuove regole. Per quanto possa sembrare il classico “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”, è positiva la presa d’atto rispetto alla pericolosità per tutto il sistema di un mercato globale senza regole adeguate.

“I costi di una riforma potranno essere alti, ma saranno ridicoli rispetto alle recenti svalutazioni per centinaia di miliardi di dollari fatte dalle istituzioni finanziarie…”. Questo è il pensiero di Gerald Corrigan (amministratore delegato di Goldman Sachs e in passato presidente della Federal Reserve Bank di New York), che è di fatto il promotore di una serie di proposte per limitare ambito e dimensioni del mercato dei [a]derivati[/a] e dei prodotti complessi.

Tutte le grandi banche USA, JP Morgan Chase, [s]Merrill Lynch[/s], [s]Lehman Brothers[/s], [s]Citigroup[/s], HSBC e Morgan stanley, si sono allineate alle proposte di Corrigan volte a modificare il mercato soprattutto atraverso una definizione stringente di “investitori sofisticati”, gli unici ai quali potrà essere consentito di vendere prodotti finanziari complessi (dovranno dimostrare di avere le risorse e le competenze per comprenderli e monitorarli).
Non è la fine della “securitization”, ma una modifica radicale e salutare del modello di business.

I derivati in sè stessi non sono stati la causa principale delle perdite (che provengono più che altro dalla crisi dei mutui rischiosi e dalla susseguente cartolarizzazione), ma è abbastanza evidente che un mercato di “credit derivatives” di oltre 62 trilioni di dollari ha costituito un mostruoso meccanismo di trasmissione del contagio.

C’è un aspetto positivo in tutto questo, e cioè che siano gli stessi player del mercato a proporre nuove regole, capendo in prima persona che l’assenza di regole in un mercato finanziario globalizzato e totalmente interconnesso può dare cash a breve che viene poi pagato a caro prezzo quando qualcosa si inceppa.

La speranza è che le autorità di controllo si muovano velocemente, magari seguendo gli otto principi indicati da Kaufmann nell’articolo “Otto principi per costruire nuove regole”.

L’altra speranza è che dal giorno dopo le banche non mettano al lavoro i loro uffici legali per capire come aggirare le nuove regole da loro stesse proposte…

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