Mercati, FMI: rischio implosione per le stablecoin non collateralizzate

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di Redazione 25 Maggio 2022 | 13:01

La direttrice del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Kristalina Georgieva, di recente ha voluto mettere in guardia dai progetti crypto meno solidi e dalle stablecoin non correttamente collateralizzate, come riportato da Cryptonomist.ch.

Georgieva rappresenta il FMI al World Economic Forum e pone un alert sulle stablecoin

Durante l’incontro annuale del World Economic Forum, che si sta svolgendo a Davos in Svizzera, Georgieva ha detto che è necessario distinguere tra i vari progetti crypto in modo da comprendere quali portano vantaggi reali, e quali invece comportano di fatto solo rischi.

A proposito del settore crypto ha dichiarato:  “Vi prego di non tirar fuori l’importanza di questo mondo. Ci offre un servizio più rapido, costi molto più bassi e maggiore inclusione, ma solo se separiamo le mele dalle arance e dalle banane”

Quindi, da un lato ha ammesso che la tecnologia delle criptovalute può essere utile ad innovare il sistema finanziario, ma dall’altro ha invitato a fare una netta distinzione tra i vari progetti.

Sicuramente si riferiva a ciò che è accaduto con l’implosione della stablecoin algoritmica UST. Infatti, una delle prime differenze che è necessario stabilire in quest’ambiente è riconoscere le stablecoin collateralizzate on-chain da quelle sostenute da una riserva fisica e reale (off-chain).

Da notare che, mentre UST affondava a causa di riserve non sufficienti a supportarne il valore fisso di 1 dollaro, altre stablecoin collateralizzate off-chain, come USDT, USDC o BUSD, reggevano benissimo.  Georgieva ha commentato dicendo:  “Meno c’è supporto, più dovresti essere pronto a correre il rischio che questa cosa ti esploda in faccia”.

Cosa comporta avere una collateralizzazione on-chain rispetto a una off-chain?

Il caso di DAI ad esempio sembra esemplare in tal senso.  Si tratta sì di una stablecoin algoritmica ancorata al prezzo del dollaro, ma è sovra-collateralizzata, così da poter reggere anche ad improvvisi crolli di valore del sottostante.

UST, invece, non ha retto alla perdita di valore di LUNA, finendo per implodere completamente nel giro di pochi giorni. DAI ad esempio continua a valere sempre 1$, e sebbene abbia subito qualche forte sbalzo nei giorni scorsi, alla fine non si è mai veramente distaccata da questo valore per più di qualche ora.

Non è un caso che UST sia sparito dalla classifica delle stablecoin ancorate al dollaro con maggiore capitalizzazione, mentre DAI è risalita al quarto posto dietro USDT, USDC e BUSD.

Il concetto espresso da Georgieva difficilmente può non essere condivisibile, anche perché esistono ormai più di 13.000 criptovalute e token, ed è possibile che gran parte di queste non sia sorretta da progetti solidi, e potrebbe anche essere destinata a sparire in futuro.

Infatti ha anche dichiarato: “Quando guardiamo alle stablecoin, questa è l’area in cui si è verificato il grande pasticcio. Se una stablecoin è supportata da asset, uno a uno, è stabile. Quando non è supportato da attività, ma dalla promessa di fornire un rendimento del 20%, è uno schema piramidale”.

Quindi è chiaro che Georgieva non si sia scagliata contro le stablecoin o le criptovalute in generale, ma solo contro quei progetti crypto che non sono sufficientemente solidi da sopravvivere. Purtroppo potrebbero essercene molti.

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