Forex: possibilità di recupero per l’Euro

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di Giovanni Maiani 25 Maggio 2022 | 10:00

La conclusione della mia precedente analisi recitava “Di certo, la discesa dell’euro in essere dall’inizio del 2021 inizia a farsi pesante ma l’Euro prova a riprendere quota”. Per il momento non assistiamo a nulla di trascendentale e osserviamo un rimbalzo fisiologico in un contesto ancora discendente.

Tuttavia, come vi ricorderete il recente “studio” che evidenziava le due fasi discendenti di 10% della divisa europea, c’è qualche presupposto per un tentativo di ripresa esteso a qualche settimana.La moneta unica intravede, anche se da lontano, una possibilità che cercherà di sfruttare dopo mesi con la testa all’ingiù.

Ansi, il P&F 2*3 mostra già una reazione positiva, mentre il prossimo test del Bloomberg Euro Index è già a 866.

Visto che non c’è mai nulla di semplice, cerchiamo di individuare i potenziali movers del resto della settimana, anche se la lista non sarà esaustiva.

Negli Usa, già questa sera, verranno resi pubblici i verbali dell’ultima riunione del Fomc (Minutes), ma tutta la settimana ci terrà con il fiato sospeso per i numerosi dati macro. Nell’Eurozona, invece, anticipo l’aggregato M3 di venerdì e l’inflazione relativa al mese di maggio per martedì. Solo per citare alcuni appuntamenti come se le preoccupazioni per i tassi, la stagflazione e la guerra non fossero sufficienti… Vogliamo poi aggiungere Davos e il vaiolo dei primati…

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono l’Euro Index (paniere valutario di mia creazione) alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 61% dei casi (in rialzo rispetto al 55% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a cinque giorni evidenziano un inizio di rafforzamento dell’euro nei confronti di alcune realtà.

La situazione puramente tecnica èperò  ancora ribassista, ma la divisa europea potrebbe tentare di guadagnare ulteriormente terreno.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd ha confermato la precedente ipotesi di “un ulteriore rafforzamento in caso di superamento di 1,065”, mentre sembra aver le carte in regola per avvicinarsi ulteriormente a 1,10 scarso. L’Eur/Aud si è “tuttora” fermato al momento a quota 1,528 circa, ma sembra tuttora in grado di avvicinarsi ulteriormente a 1,56. L’Eur/Brl è ancora visibile nelle immediate vicinanze del precedente supporto posto a 5,20 e riflette sul da farsi. L’Eur/Cad tende a confermare la precedente ipotesi di “… ma è lecito un nuovo tentativo di rafforzamento e di raggiungimento del precedente obiettivo di 1,389”. Possibile anche il test di 1,42, ma cautela. L’Eur/Cnh consolida attorno a 7,10, ma “… sembra aver le carte in regola per raggiungere 7,25/30”. L’Eur/Czk testa “pericolosamente” il supporto di 24,55, mentre offre una situazione ben poco definita. Ancora possibile un rimbalzo. L’Eur/Jpy si mantiene tuttora al di sotto di quota 138, mentre un mancato immediato rimbalzo potrebbe contribuire alla realizzazione di un triplo massimo discendente. La situazione è rischiosa, ma avremo un segnale long sopra 138 con obiettivi 141 e 145. L’Eur/Sek non appare interessante questa settimana. L’Eur/Try sembra tuttora diretto verso 18, e oltre… L’Eur/Zar è tuttora in una fase di stallo; mentre andremo short sotto 16,50 e long sopra 17,20.

La divisa europea tende a guadagnare terreno e ci avviciniamo, forse, a un recupero di breve periodo dell’ordine di 3% circa; verso 885/90 dell’Euro Index.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Aud testa pericolosamente “il supporto dinamico di 1,415/0 circa” dal quale fa ancora in tempo a rimbalzare verso il recente 1,46. Attenzione alla tenuta di 1,40. L’Usd/Cad ha generato uno short sotto 1,29, ma è ancora lì. Invertiremo per tornare long sopra lo stesso livello con obiettivo 1,312. L’Usd/Chf ha confermato la precedente ipotesi di “Possibile una nuova discesa verso 0,96”, mentre potrebbe spingersi anche fino 0,942. L’Usd/Cnh sembra tuttora diretto “verso 6,60, quindi 6,50/45”, ma attenzione in caso di ritorno sopra 6,72. L’Usd/Nok testa tuttora il precedente supporto di 9,55/0 mantenendosi in una situazione di equilibrio precario. A rischio di cedimento con “obiettivo attorno a 9,20/10”. L’Usd/Nzd è andato short sotto 1,56, ma cerca di rallentare la discesa. Invertiremo la strategia in caso di ritorno confermato al di sopra dello stesso livello. L’Usd/Sek ha appena generato uno short sotto 9,80, mentre ora cerca di raggiungere gli “obiettivi 9,55 e 9,40”. L’Usd/Try sembra intenzionato ad avvicinarsi ulteriormente agli “obiettivi 17 e 18,20”. L’Usd/Zar conferma la precedente ipotesi di “Probabile una discesa”, mentre ora tende a flettere verso 15. Per l’Usd/Nok si veda la sezione “Trade opportunity”.

Il biglietto verde ha lasciato sul terreno mediamente il 3,20% dallo scorso 13 maggior e sembra destinato a cedere ulteriormente.

La seguente grafica mostra la tendenza di qualche aluni importanti cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi dell’Usd/Nok pubblicata lo scorso 1 dicembre che potete ritrovare cliccando sul seguente link.

Di seguito la precedente strategia operativa che sto per commentare.

“Pertanto, il superamento di 9,12 potrebbe precedere l’immediato proseguimento della tendenza in essere con obiettivi a 9,20 e 9,35/52, ma al momento, tale ipotesi rialzista rimane quella meno accreditata in quanto è probabile una breve correzione tecnica. Tale eventuale discesa consentirebbe una successiva reazione positiva duratura.

Cosi facendo, l’area 8,90/87 sembra corrispondere a un supporto di riferimento il quale cedimento porterebbe a 8,78/6 e 8,60/50 circa”.

La precedente strategia operativa, ahimè, non ha portato ai risultati sperati sia a seguito del superamento di 9,12 sia dopo il cedimento di 8,90/87. E’ un vero peccato in quanto il dollaro è poi rimbalzato con forza a seguito della tenuta di 8,60/50, magra soddisfazione; ma siamo qua per cercare di “migliorare”.

I falsi segnali operativi fanno parte del “gioco” e bisogna accettarli e, soprattutto, riconoscerli.

Il biglietto verde si è rafforzato con decisione dall’inizio dello scorso mese di aprile a qualche giorno fa, fino a generare un segnale di accelerazione rialzista a seguito del superamento di 9,30 nok circa.

La “festa” è durata poco e il massimo relativo di 9,925 sembra difficile da confermare.

Il dollaro si trova in relativa difficoltà in corrispondenza dei massimi relativi di fine 2020, mentre ripiega e sta per interessare importanti supporti dinamici (ex resistenze dei canali ascendenti).

La situazione rimane al momento rialzista, ma fortemente a rischio. Ciò non ci impedisce di offrire un’ultima possibilità del dollaro tenendo conto dell’importanza dei sempre più vicini supporti.

Direi pertanto di procedere in questo modo in un’ottica di breve/medio periodo, il grafico essendo settimanale.

  • Long su tenuta di 9,45/35 e sopra 9,70 con obiettivi rispettivi 9,55/70 e 10,05, poi 10,70 e 10,95/11,20.
  • Short solo sotto 9,35 con obiettivi 9,00/8,90 e 8,78/6, poi 8,50 e 8,35/15.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente e probiviro Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

 

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