Asset allocation, i bond tornano a essere una valida opportunità

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di Redazione 26 Maggio 2022 | 10:29

L’inflazione è tornata. Per quattro decenni gli investitori non hanno dovuto tenere conto di un’inflazione in crescita, come quella che oggi sta mettendo in crisi i metodi tradizionali di diversificazione e di investimento multi-asset.

In questo scenario, “l’allocazione di portafoglio preferita da tempo, 60/40 tra azioni e obbligazioni, si è rivelata carente. Con la contemporanea perdita di valore delle obbligazioni e delle azioni, gli investitori non possono più fare affidamento sulle obbligazioni per garantire la diversificazione rispetto alle azioni”. Ad affermarlo è Carl Jones, senior investment director di Abrdn, che di seguito illustra nel detaglio la propria view.

Una rinascita dei bond nei prossimi 12 mesi?

Noi crediamo di sì e siamo alla ricerca dei segnali giusti per aumentare l’esposizione a questa asset class, pur tenendo presente che il tempismo è determinante. La strada per riportare i portafogli a un pieno carico di obbligazioni sarà probabilmente accidentata. In effetti, la visibilità sull’esito macro finale è talmente scarsa che si potrebbe paragonare questo viaggio a guidare di notte, durante un temporale, con i fari spenti. La situazione è incredibilmente volatile, in quanto fattori quali geopolitica, politica monetaria e interruzioni nelle catene di approvvigionamento potrebbero cambiare da un momento all’altro, portando al superamento (o al mancato raggiungimento) degli obiettivi.

Quali indicatori dobbiamo cercare lungo il percorso?

La storia non si ripete, ma spesso fa rima e possiamo guardare al passato per orientarci. Quando la Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse in passato, abbiamo cercato di stabilire in quale punto dei cicli di rialzo dei tassi, i rendimenti obbligazionari tendono a stabilizzarsi. Se si considerano i dati risalenti agli anni ’80, si può affermare che i rendimenti obbligazionari devono arrivare a un buon punto del ciclo di rialzo prima di raggiungere il picco.

Per quanto tempo pensiamo che questo ciclo di rialzo dei tassi si protrarrà?

Stimiamo un ciclo di rialzi non troppo diverso da quello attualmente stimato dai mercati, ma la distribuzione intorno a questo valore può essere piuttosto ampia. Potremmo arrivare a fine estate, dopo qualche altro rialzo dei tassi di 50 punti base, prima di ritenerci rassicurati sul fatto che stiamo entrando nella fase finale del ciclo di rialzi della Fed. Potrebbe essere prima oppure più in là nel tempo; non ci resta che aspettare.

Prendiamo inoltre in considerazione una serie di indicatori di crescita e di inflazione che confermino che la crescita stia rallentando in modo significativo e che le pressioni inflazionistiche abbiano raggiunto il loro picco e si stiano esaurendo. Sul fronte della crescita, stiamo monitorando attentamente l’indice dell’Institute of Supply Managers (ISM) e il Citigroup Economics Surprise Index (CESI). Per quanto riguarda l’inflazione, ci auguriamo di vedere l’inflazione core (piuttosto che quella complessiva) scendere a livelli più nella norma, in quanto ciò potrebbe segnalare la fine dei rialzi della Fed e una maggiore certezza che l’inflazione stia raggiungendo il suo picco. In questo momento, l’inflazione è una vera sfida. È dagli anni ’70 e ’80 che non si registravano questi livelli e siamo alla ricerca di segnali che indichino che non è in atto una spirale salari-prezzi.

Anche se abbiamo in mente dei livelli target per i rendimenti obbligazionari prima di ricominciare ad aumentare la nostra esposizione, preferiamo combinarli con i parametri fondamentali evidenziati in precedenza, piuttosto che basarci esclusivamente sui livelli dei rendimenti. C’è il rischio che i tassi d’interesse salgano molto? In questa fase è possibile. Ma a causa della quantità di debito presente nell’economia, il livello a cui i tassi possono salire è probabilmente molto più basso rispetto al passato.

Se il livello dei rendimenti è importante, lo è anche il tasso di variazione dei rendimenti

Se i consumatori, le aziende e i governi si aspettano di rimborsare il debito a un determinato tasso e questo cambia improvvisamente, ciò fa una grande differenza per ogni tipo di decisione, dalla spesa agli investimenti. Per ora controlliamo gli pneumatici, facciamo il pieno di carburante e ci prepariamo al meglio per il viaggio che ci attende.

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