Terremoto auction-rate: Citigroup, Merrill Lynch e UBS trovano un accordo

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di Redazione 8 Agosto 2008 | 14:00
La vicenda delle Auction-rate securities, potrebbe essere solo all’inizio. Grandi gruppi hanno trovato un accordo, ma altri potrebbero essere accusati; e altri Stati americani potrebbero farsi avanti con nuove accuse.Questa sembra essere la ciliegina sulla torta della bolla scoppiata per i mutui subprime, e allunga il conto che i grandi colossi bancari internazionali stanno pagando per il crollo di quei mercati dei quali sono tra i più importanti player.
[s]Citigroup[/s] ricomprerà 7,3 miliardi di dollari di auction-rate securities da investitori privati, pagherà una multa di 100 milioni di dollari e darà contributi a investitori istituzionali per altri 12 miliardi di dollari.

[s]Merrill Lynch[/s] ha offerto di ricomprarsi 10 miliardi di dollari degli stessi titoli, sempre da investitori privati.

[s]UBS[/s] sta per transigere sullo stesso problema sulla base di un riacquisto per 25 miliardi di dollari, da privati e istituzionali.
Il caso di UBS è il più complesso, non solo perchè sono molti gli Stati americani che l’hanno citata in giudizio o stanno per farlo, ma soprattutto perchè le autorità sono in possesso di documenti interni che dimostrerebbero un comportamento fraudolento della banca, che avrebbe venduto quei titoli a investitori privati, ben conoscendone lo stato di crisi e illiquidità (alcuni dirigenti mentre consigliavano ai clienti di comprare, vendevano a livello personale…).

Proprio oggi STMicro fa causa a Credit Suisse per avere messo quei titoli nel portafoglio anzichè titoli liquidi e garantiti dallo stato.

Questa vicenda, oltre a avere impatti consistenti sui conti economici delle banche coinvolte, getta una luce inquietante sul comportamento che gli intermediari tengono verso i clienti, non solo in USA (in Italia anche se per importi inferiori abbiamo avuto storie del tutto analoghe…). 
La sensazione è che il far west della deregulation-securitization-derivati abbia portato il sistema a una sbornia collettiva nella quale ogni valore economico e etico si è perso, e un comportamento “diffuso”  non ordinato e non regolato ha portato alla fine non solo allo scoppio della solita bolla, ma anche alla consapevolezza che il rapporto di fiducia che è il sostegno necessario di ogni attività economica si è praticamente azzerato.

L’altro elemento che colpisce, in positivo, è la prontezza con la quale le istituzioni USA hanno reagito: in poche settimane vari procuratori degli Stati americani hanno individuato e risolto il problema, una cosa impensabile qui da noi, da un lato perchè non esistono leggi di tutela precise, ad hoc, per casi come questi, da un altro perchè un sistema giudiziario ipergarantista  finisce per garantire più chi commette reati rispetto a chi li subisce. E le autorità di controllo sono più interessate a altre questioni…

In ogni caso la storia non finisce qui, altre banche potrebbero essere perseguite, soprattutto alla luce della decisione di Citigroup e Merrill Lynch, che hanno preferito transigere in tempi rapidi.
E noi continueremo a tenervi informati

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