Asset allocation, settore lusso: pesa l’allerta Covid in Cina

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di Gianluigi Raimondi 13 Giugno 2022 | 14:31

Secondo quanto riportato dal Financial Times, metà dei distretti di Shanghai saranno nuovamente soggetti a restrizione per un nuovo round di test di massa dopo l’insorgere di nuovi casi (11 in totale) di Coronavirus a seguito dell’allentamento delle restrizioni dal 1° giugno. Anche a Pechino l’allerta rimane alta dopo l’individuazione di un cluster di casi nel distretto più grande della città, legato ai luoghi di intrattenimento.

Queste indicazioni lasciano pensare che finché il governo manterrà la propria politica di Zero-Covid e l’approccio in termini di test e quarantene rimarrà così severo (plausibilmente fino al Congresso del partito in ottobre), il ritorno alla vita normale in Cina non sarà lineare ma probabilmente soggetto a stop & go.

In questo scenario, secondo gli analisti di Equita, “l’appetito del consumatore cinese per i beni di lusso sia rimasto alto a dispetto del rallentamento macro, ma gli impatti delle restrizioni potrebbero non estinguersi del tutto con il secondo trimestre. Questo rimane il principale elemento di incertezza per il settore nel breve (la Cina vale in media circa il 25% delle vendite per i players del lusso quotato), mitigato però dalla accelerazione della domanda in Europa e Giappone e dalla forza del mercato Usa”.

Il settore del lusso, a detta della Sim milanese, tratta a 20x e P/E 2023 ex-SFER (65% di premio sul P/E dello Stoxx 600 Europe, vs. 75-80% pre-pandemia).

I titoli del comparto preferiti di Equita sono: Moncler, LVMH, Kering e Salvatore Ferragamo.

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