Forex: il Dollar Index torna sui livelli di dieci anni fa

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di Giovanni Maiani 15 Giugno 2022 | 09:45

Il precedente mio articolo concludeva in questo modo: “La divisa europea tende a migliorare ulteriormente, ma non occorre abbassare la guardia in attesa della Bce e dei prossimi dati macro. Non dare mai nulla per scontato” e, anche questa volta, la Bce non ha deluso le attese.

La Bce ha vanificato, giovedì scorso, gli sforzi rialzisti realizzati dalla divisa europea dal precedente 12 maggio, mentre cerca di recuperare qualche cosa. La situazione torna negativa e il potenziale rialzista che si stava accumulando è stato drasticamente eroso.

Ripropongo oggi il grafico della scorso settimana per sottolineare, nuovamente, l’importanza dei livelli attuali. In effetti, l’Euro Index (paniere valutario di mia creazione) non accenna ad allontanarsi dal supporto del canale ascendente presente sul grafico.

Visto che è meglio prevedere che curare, cerchiamo di individuare i potenziali movers del resto della settimana, anche se la lista non sarà esaustiva.

Anche in questa occasione il resto della settimana si preannuncia potenzialmente volatile.

In effetti, questa sera, il Fomc dovrebbe alzare di mezzo punto percentuale i tassi Usa da 0,75%/1,00% a 1,25%/1,50%. Bypasso i dati macro Usa. Giovedì la Bank of England dovrebbe alzare i tassi dall’1% all’1,25%. Venerdì dovrebbe quindi riunirsi la BoJ (Bank of Japan) anche se previsto un nulla di fatto. Sempre nel fine settimana uscirà il Cpi europeo, per quelli che saranno ancora presenti sul mercato…

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 45% dei casi (in forte calo dal 64% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a cinque giorni evidenziano molti estremi e la cosa è preoccupante.

Non verrà regalato nulla durante questa seconda metà della settimana, tranne volatilità a gogo. E’ un momento particolare di mercato e occorre accettarlo. Magari scontiamo precedenti momenti artificialmente positivi… Il consiglio più saggio è quello di limitare l’operatività per qualche giorno.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd non è stato in grado di raggiungere l’obiettivo 1,10, mentre il ritorno al di sotto di 1,062 ha generato, per lo meno, un segnale di stop; stop and reverse per i più fortunati. La situazione è troppo ballerina in questo momento. Intervenire sopra 1,06 o sotto 1,035. L’Eur/Aud cerca la strada del recupero e potrebbe farcela in caso di superamento di 1,53, ma attenzione sotto 1,49. L’Eur/Brl genera in questo momento un segnale long con il superamento di 5,30/5 e potrebbe dirigersi verso 5,80. Attenzione ora sotto 5,20. L’Eur/Cad consolida sui minimi e poco al di sopra del supporto di 1,338. Possibile un rialzo potenzialmente speculativo, ma cautela. Peggioramento sotto 1,338. L’Eur/Cnh non è riuscito a mantenersi al di sopra di 7,10, mentre ora deve contenere un doppio massimo discendente, mentre sembra diretto verso i minimi dell’anno. Inversione rialzista sopra 7,20 se confermato settimanalmente. L’Eur/Czk sembra tuttora in gradi di, riporto quanto scritto 8 giorni fa, “iniziare prestissimo una nuova reazione positiva verso 25,20”. Stiamo a vedere. L’Eur/Jpy ha sfiorato l’obiettivo rialzista di 145, ma il test di 144,25 ha lasciato spazio ad una correzione fisiologica. Ancora probabile un rimbalzo, ma attenzione alla tenuta confermata di 139/8. L’Eur/Nok rimbalza con decisione sfruttando il minimo relativo di 10 circa. Possibile raggiungimento di 10,90/11,05. L’Eur/Sek ha generato un segnale rialzista con il superamento di 10,58, mentre sembra diretta verso 10,95/11,20. Negativo sotto 10,50. L’Eur/Try si è fermato poco al di sotto dell’obiettivo 19 in quanto il test di 18,66 ha lasciato spazio al ritorno verso 18; precedente obiettivo. La situazione rimane al momento rialzista. Incertezza sotto 17,6/5. L’Eur/Zar ha generato un falso segnale ribassista con l’effimero cedimento di 16,50, mentre ora siamo long da 16,80. Possibile un tentativo di raggiungimento di 17,50.

La divisa europea ha confermato la precedente ipotesi che “… potrebbe dover fare i conti con un prossimo aumento della volatilità” in quanto l’Euro Index ha perso fino il -2,53% tra il 9 giugno e ieri, ma la situazione promette ancora molto incertezza. Nuovamente cautela.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Aud ha invertito bruscamente strada generando un segnale long con il “ritorno al di sopra di 1,40”. Obiettivi 1,50 e 1,52. Attenzione sotto 1,42. L’Usd/Cad non è riuscito a raggiungere l’obiettivo 1,24/3, ma ha quindi generato un segnale long con il ritorno “al di sopra del precedente obiettivo 1,265”. Probabile un ulteriore rafforzamento verso 1,32 e 1,335, ma negatività sotto 1,285. L’Usd/Chf ha superato con decisione il precedente obiettivo di 0,99, mentre si dirige ora verso l’obiettivo ambizioso di 1,02. Attenzione sotto il precedente 0,99. L’Usd/Cnh ha confermato la precedente ipotesi dei “potrebbe apprestarsi a guadagnare ulteriormente terreno riportandosi in questo modo verso 6,80”, ma ha realizzato martedì sera 6,786. Possibile il superamento di 6,80, ma attenzione alla tenuta di 6,70. L’Usd/Nok (vedi nella sezione successiva) ha generato un segna rialzista con il superamento di 9,65, mentre ora consolida il superamento di 10. L’Usd/Nzd ha confermato la precedente ipotesi di “… ma c’è spazio per un’immediata reazione positiva verso 1,57”, mentre si è spinto anche sopra i massimi di maggio. La situazione tende a migliorare ulteriormente verso 1,67/70, ma attenzione all’eventuale ritorno sotto 1,58. L’Usd/Sek ha generato un segnale rialzista con il “ritorno al di sopra di 9,90/5”, mentre ora si dirige verso 10,60 e 10,82. Attenzione tuttavia in caso di ritorno al di sotto di 10. L’Usd/Try ha superamento il primo obiettivo di 17, mentre cerca di raggiungere il successivo posto a 18,20. Attenzione alla tenuta di 16,50. L’Usd/Zar si è fermato a 15,16 e quindi al di sopra dell’obiettivo di 15, mentre ora rimbalza con decisione. Possibile inizio di una fase rialzista di breve periodo in caso di superamento confermato di 16,4/5. Per l’Usd/Nok si veda la sezione “Trade opportunity”.

Il biglietto verde è riuscito a guadagnare terreno nei confronti di molte situazioni, mentre il Dollar index è riuscito a mantenersi ampiamente al di sopra dei minimi di fine maggio, mentre raggiunge i massimi degli ultimi 20 anni fa, o poco meno. La situazione è rialzista, Fed permettendo…

La seguente grafica mostra la tendenza di alcuni importante cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi dell’Usd/Nok pubblicata lo scorso 25 maggio che potete ritrovare cliccando qui.

Di seguito, per comodità, la precedente strategia operativa che troverete alla pagina come sopra.

“Long su tenuta di 9,45/35 e sopra 9,70 con obiettivi rispettivi 9,55/70 e 10,05, poi 10,70 e 10,95/11,20. Short solo sotto 9,35 con obiettivi 9,00/8,90 e 8,78/6, poi 8,50 e 8,35/15”.

Nel nostro caso, la tenuta di 9,45/35 (realizzato tuttavia 9,3455) e il superamento di 9,70 hanno favorito qualche long e il perfetto raggiungimento/superamento del 2° obiettivo posto a 10,05 (realizzato ieri 10,0589).

Il biglietto verde ha confermato l’importanza e la validità della fascia di supporto di 9,45/35 che potrebbe aver favorito l’inizio di una nuova di rafforzamento. In questo modo, il dollaro si è riportato sia al di sopra di un canale ascendente di breve/issimo periodo sia al di sopra dei massimi relativi di settembre/novembre 2020, mentre ora tenta di lasciarsi alle spalle anche il massimo relativo di maggio. Non parlo mai molto di algoritmi, ma l’Rsi weekly tende a confermare l’ipotesi di un rafforzamento del brevissimo futuro.

La situazione puramente tecnica è rialzista e tende a migliorare ulteriormente.

Direi pertanto di intervenire in questo modo utilizzando, come sempre, i livelli calcolati in precedenza.

Long su tenuta di 9,70/60 e sopra 10,10 con obiettivi rispettivi 10,05/10 e 10,70, poi 10,95/11,20 e 11,55. Short pertanto sotto 9,60 con obiettivi 9,35 e 9,00/8,90, poi 8,76 e 8,50/35.

Ps: per chi lo vorrà, sarò presente all’ITForum di Rimini il giorno 17 giugno alle ore 14.15 per parlarvi di Forex. Clicca qui per maggiori dettagli sulla conferenza in programma.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente e probiviro Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

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