Asset allocation, obbligazioni: Pimco migliora l’outlook

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di Redazione 27 Giugno 2022 | 14:31

In periodi di forte volatilità, è utile avere una visione a lungo termine dei mercati finanziari, non solo per contestualizzare le recenti oscillazioni, ma anche per prepararsi a ciò che potrebbe accadere in futuro“. Ad affermarlo è Marc Seidner, CIO Strategie non tradizionali di Pimco, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

Le recenti fluttuazioni dei dati economici, della politica monetaria e dei mercati finanziari hanno assunto ampiezze che non si vedevano da decenni. L’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI), ha raggiunto questo mese il massimo da 40 anni, pari all’8,6%. La Federal Reserve ha risposto con il più grande aumento dei tassi di interesse dal 1994. Secondo Freddie Mac, il tasso medio dei mutui ipotecari a 30 anni è salito al massimo dal 2008, registrando il maggior aumento settimanale dal 1987. I principali indici azionari sono caduti in un mercato ribassista, con un calo di oltre il 20% rispetto ai picchi recenti, mentre le obbligazioni hanno subito il peggior inizio d’anno mai registrato.

Gli investitori sono consapevoli delle perdite subite anche dai portafogli più diversificati. E non c’è alcuna garanzia che ciò termini a breve. Ma ci sono segnali che indicano che, come in passato, le perdite attuali stanno riportando le valutazioni a livelli che possono risultare interessanti per gli investitori che si concentrano sul lungo termine, con un miglioramento dei potenziali benefici di diversificazione. Sulla base delle recenti indicazioni sulla direzione dell’economia, riteniamo che le prospettive di investimento siano diventate più costruttive, in particolare per le obbligazioni.

La Fed aggredisce l’inflazione, ma a caro prezzo

Gli asset finanziari e l’economia sono sotto pressione, mentre la Fed inasprisce le condizioni finanziarie nel tentativo di contenere l’inflazione. Anche i consumatori risentono dell’aumento dell’inflazione. Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,3% a maggio, secondo i dati del Dipartimento del Commercio. Un indicatore dell’Università del Michigan ha mostrato che la fiducia dei consumatori è scesa a maggio al minimi mai registrato. L’impennata dei tassi ipotecari ha causato un rallentamento delle vendite di case esistenti e nella costruzione di nuove. Di conseguenza, la probabilità di una recessione sembra aumentare. Il 16 giugno, lo strumento GDPNow della Federal Reserve Bank di Atlanta stima che l’economia statunitense non registrerà alcuna crescita nel secondo trimestre del 2022. Inoltre, il recente rallentamento della crescita probabilmente non riflette ancora la piena portata dell’inasprimento di politica monetaria finora attuato, dato il consueto ritardo tra l’inasprimento delle condizioni finanziarie e il rallentamento della crescita. I titoli obbligazionari tendono a registrare buone performance nei periodi di recessione e, se la Fed riuscirà a ridurre l’inflazione, potrebbe creare un contesto ancora più favorevole agli investimenti a reddito fisso.

Uno dei migliori indicatori dei rendimenti futuri delle obbligazioni è il rendimento iniziale. L’impennata dei rendimenti dall’inizio del 2022 – il rendimento del Treasury a 10 anni è salito al 3,25% circa dall’1,63% circa – ha inflitto perdite di prezzo senza precedenti alle obbligazioni esistenti. Ma ha anche creato un punto di partenza migliore per i nuovi investimenti, sia in termini di rendimento potenziale che di diversificazione, due delle ragioni fondamentali per possedere obbligazioni. I rendimenti dei Treasury sono aumentati in parte in risposta alle aspettative di rialzo dei tassi della Fed. Quando il 15 giugno la Fed ha aumentato il suo tasso di riferimento di 75 punti base, i funzionari hanno anche rivisto al rialzo le loro proiezioni medie al 3,8% circa per l’anno prossimo.

Allo stesso tempo, il presidente della Fed Jerome Powell ha osservato che il tasso di interesse neutrale di lungo periodo – noto anche come R-star, in cui la politica monetaria mantiene l’economia in equilibrio – è ancora relativamente basso, intorno al 2,5%, secondo le stime della Fed, il che è coerente con le view di PIMCO. Ciò indica che la Fed sta perseguendo un ciclo di politica restrittiva, e le proiezioni suggeriscono che i funzionari sono unanimi nel ritenere che il tasso debba salire al di sopra della neutralità, a discapito di una crescita più lenta. Nel 1994, l’ultima volta che la Fed ha aumentato i tassi di 75 punti base in una unica soluzione, stava combattendo contro le preoccupazioni di un’inflazione che non si è mai pienamente concretizzata. Allora, la Fed iniziò il suo ciclo di rialzi lentamente e poi accelerò, con un picco dei rendimenti obbligazionari prima del rialzo finale. Questa volta, la Fed sta aumentando i tassi in modo più aggressivo all’inizio, aumentando la possibilità che i rendimenti raggiungano il picco ben prima che la Fed raggiunga il suo obiettivo di politica dei tassi.

Con il rendimento del decennale statunitense al 3,25% circa, i Treasury potrebbero offrire rendimenti reali positivi – in un asset altrettanto sicuro e liquido – se si ritiene che la Fed possa riportare l’inflazione anche solo vicino al suo livello target. Ci sono aree relativamente difensive dei mercati del reddito fisso che ora offrono rendimenti più interessanti di quelli che abbiamo visto da qualche tempo a questa parte. Ciò ha contribuito ad aumentare sia il rendimento potenziale che il margine di errore degli investitori.

Gli ultimi mesi sono stati fonte di ansia per ogni settore dei mercati finanziari, con molti elementi di contro-tendenza che gli investitori devono affrontare, tra cui la persistente inflazione e le tensioni geopolitiche. Rimane l’incertezza sul momento in cui il mercato potrebbe virare.

Nel corso della lunga storia dei mercati finanziari, ci sono state circostanze altrettanto dolorose a quella che gli investitori stanno vivendo quest’anno. Come è accaduto in passato, questi cali possono contribuire a ripristinare le valutazioni degli asset e a gettare le basi per giorni migliori.

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