Forex: l’Euro è già in vacanza?

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di Giovanni Maiani 29 Giugno 2022 | 10:01

Ci siamo lasciati due settimane fa con il consiglio di “…di limitare l’operatività per qualche giorno” e, a conti fatti, non ci siamo persi proprio nulla osservando il Bloomberg Euro Index.

In effetti, il benchmark ha perso tempo nelle immediate vicinanze di 857 circa non sapendo da che parte girarsi. Sarà colpa del caldo, dell’inflazione, dei tassi, …, poco importa, ci siamo risparmiati un potenziale male di pancia.

Ricordo che non siamo costretti a rimanere costantemente sul mercato. Non è stato da nessuna parte.

Tornando però all’operatività, l’Euro Index (paniere valutario di mia creazione) si posiziona nelle immediate vicinanze dei minimi dall’inizio del 2021 e cerca, per lo meno, di rallentare la discesa in atto.

La situazione di fondo puramente tecnica è negativa e, nel breve periodo, neutrale.

Per quanto riguarda l’agenda macro, in primis, ricordo che lunedì prossimo sarà festivo negli Usa per l’Indipendence day. Oggi pomeriggio invece uscirà il gdp Usa relativo al 1° trimestre (third) e alla fine della settimana saranno resi noti gli Ism. Nella zona euro, venerdì verranno pubblicate le stime dell’inflazione relative al mese di giugno. Nel Regno Unito uscirà giovedì il dato finale del gdp relativo al primo trimestre, mentre in Giappone, il giorno dopo, il Tokyo cpi.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, nel 67% dei casi (in forte rialzo dal 45% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a 5 giorni evidenziano soltanto qualche variazione nei confronti del peso colombiano e della lira turca.

La divisa europea si mantiene, a livello complessivo, in una situazione di calma apparente che, se siamo fortunati, potrebbe durare ancora qualche giorno. Il mese prossimo sarà caratterizzato dagli aumenti dei tassi accompagnati, probabilmente anche se scontati, da volatilità. La situazione è neutrale per la prossima settimana.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd si è mantenuto “generalmente” tra i precedente “sopra 1,06 o sotto 1,035”, realizzando tuttavia un massimo a 1,0615, mentre il minimo è rientrato a 1,0359. La situazione è neutrale. L’Eur/Aud cerca di confermare il superamento di 1,53, ma attenzione in caso di ritorno sotto 1,51/0. L’Eur/Brl rimbalza dal supporto di 5,20 (realizzato 5,25) e sembra tuttora diretto verso 5,80. Attenzione ora alla tenuta di 5,40. L’Eur/Cad è in una situazione di neutralità intrappolato tra 1,34 e 1,37/8. L’Eur/Cnh cerca di mantenersi al di sopra di 7, ma appare molto incerto. Meglio rimanere alla finestra per qualche giorno. L’Eur/Czk si mantiene in una situazione di calma assoluta, quasi preoccupante, mentre avevo ipotizzata una “nuova reazione positiva”. Abbiamo tuttavia ancora tempo. La pazienza è la virtù dei forti. L’Eur/Jpy ha messo a dura prova la tenuta di 139/8 (realizzato 137,85), ma ha quindi confermato la precedente ipotesi di “… probabile un rimbalzo”. La situazione rimane rialzista attenzione nuovamente alla tenuta di 139/8. L’Eur/Nok indietreggia prima di aver raggiunto 10,90/11,05, mentre deve fare i conti con un doppio massimo discendente anche se poco accennato. L’Eur/Sek prende il suo tempo e, per il momento, consolida attorno a 10,65. La situazione rimane rialzista, ma attenzione alla tenuta di 10,60. L’Eur/Try sta interessando la precedente area di “incertezza” a 17,6/5 dal quale potrebbe tentare di rimbalzare, ma cautela. Negativo sotto 17. L’Eur/Zar cercherà di sfruttare qualche minimo ascendente per raggiungere l’attuale obiettivo di 17,50. Negativo tuttavia sotto 16,50.

La divisa europea delude molto questa settimana e non offre molti spunti operativi. Meglio non forzarle la mano per qualche giorno.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Aud ha testato il precedente livello di guardia posto a 1,42 (realizzato 1,4147) dal quale rimbalza, o cosi sembra… Obiettivi sempre 1,50 e 1,52. L’Usd/Cad sta interessando il livello dello short a 1,285 dopo il mancato raggiungimento di 1,32. La situazione è moderatamente ribassista, cautela. L’Usd/Chf sfiora soltanto il precedente “… obiettivo ambizioso di 1,02”, mentre consolida in corrispondenza dei minimi relativi di maggio. Situazione a rischio dotto 0,95. L’Usd/Cnh ha testato a lungo il precedente supporto di 6,70 mantenendosi in una situazione laterale. Ancora possibile un rimbalzo oltre 6,80, ma cautela.

L’Usd/Nok ha perso terreno durante le ultime sedute anche se cerca di limitare la discesa. Positivo solo sopra 10. L’Usd/Nzd ha messo a segno qualche minimo ascendente che cercherà di sfruttare nel tentativo di avvicinarsi ulteriormente a 1,67/70. Attenzione sotto 1,57. L’Usd/Sek è riuscito a mantenersi al di sopra di 10 e cerca tuttora la strada rialzista verso 10,50. Fondamentale la tenuta di 10. L’Usd/Try sta testando/infrangendo pericolosamente il supporto di 16,50, ma sembra non aver ancora gettato la spugna. Possibile tentativo di recupero, ma cautela. L’Usd/Zar ha perso tempo durante le ultime 10 giornate, ma ribadisco; “Possibile inizio di una fase rialzista di breve periodo in caso di superamento confermato di 16,4/5”. Per l’Usd/Brl si veda la sezione “Trade opportunity”.

Il biglietto verde cerca di mantenersi in corrispondenza dei recenti massimi relativi e consolida da qualche giorno. La situazione è tuttora rialzista, ma l’incertezza gioca spesso brutti scherzi. Cautela.

La tendenza di alcuni importanti cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi dell’Usd/Brl pubblicata lo scorso 18 maggio che potete ritrovare cliccando qui.

Di seguito, per comodità, la precedente strategia operativa che troverete alla pagina come sopra.

Propongo pertanto la seguente strategia operativa bypassando l’area 4,90/5,20. Short sotto 4,95/0 con obiettivi (intermedio) 4,75/0 e 4,55, poi 4,40 e 4,25/05. Long solo sopra 5,20 con obiettivi 5,40/5 e 5,55, poi 5,75 e 5,95/6,20”.

Nel nostro caso, il ritorno al di sotto di 4,95/0 ha favorito qualche short e il raggiungimento/superamento dell’obiettivo intermedio di 4,75/0 (realizzato 4,6913). In seguito, il biglietto verde ha intrapreso una fase di recupero che ha portato al superamento del precedente livello di long posto a 5,20.

In effetti, il dollaro prosegue da poco più di due anni un ampio movimento altalenante nei confronti del real brasiliano, mentre ora potrebbe sfruttare un doppio minimo ascendente per avvicinarsi ulteriormente alla fascia di resistenza individuata a 5,70/6,00 circa.

Lecito ipotizzare una breve discesa fisiologica seguita da una ripresa. Dopo di tutto, il dollaro sta guadagnando oltre il +12% durante l’ultimo mese.

Direi quindi di proseguire in questo modo: Long su tenuta di 5,12/05 e sopra 5,32 con obiettivi rispettivi 5,30/2 e 5,45, poi 5,75 e 5,95/6,20. Short sotto 5,05 con obiettivi (intermedio) 4,95/0 e 4,75/0, poi 4,55 e 4,25/05.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente e probiviro Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
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