Andamento lento per i paperoni italiani

A
A
A
di Marco Mairate 18 Agosto 2008 | 08:50
Il consueto appuntamento con la mappa della ricchezza mondiale vede nel 2007 il predominio sul resto del mondo dei cosidetti BRIC (Brasile, Russia, India, Cina).

 Il prezzo delle materie prime (petrolio in testa) unito al boom delle economie emergenti, sono stati i veri driver del 2007. Il 12° “World Weath Report 2008” appuntamento organizzato da Merrill Lynch-Capgemini e presentato da Massimo Fortuzzi, chief operating officer Merrill Lynch Global Private Client Italia, e Mauro Masciarelli, vicepresident financial services Capgemini Italia, dimostra (se non fosse ancora chiaro) che le cosiddette economie emergenti continuano a crescere e con loro il numero di miliardari che in gergo tecnico prendono il nome di High Net Worth Individual (HNWI).

 
I paperoni nel mondo
Anche quest’anno il numero e (il patrimonio) degli HNWI è aumentato, anche se meno rispetto lo scorso anno: ammonta così a 40,7 trilioni di dollari il patrimonio nelle mani di questa Èlite, cifra cresciuta del 9,4% rispetto il 2006 (quando però la crescita sul 2005 fu dell’11%).
Ma se cresce il patrimonio globale, cresce anche il numero di soggetti con una disponibilità finanziaria superiore a 1 milione di dollari. 
Salgono così a 10,1 milioni di unità gli HNWI di tutto il mondo rispetto i 9,5 milioni della rilevazione precedente.
Il dato, nonostante positivo, deve essere però analizzato su base geografica. 
Se infatti la popolazione degli HNWI è cresciuta a una cifra in Europa e Stati Uniti (rispettivamente +3,7% e 4,2%), l’aumento in Asia, America Latina e Medio Oriente ha segnato rialzi ben più consistenti (l’area più virtuosa è quello del Medio Oriente +15,6%).

 

Italia sempre in fondo
Il nostro paese detiene un record certo: quello di essere cresciuto meno di tutti gli altri stati del mondo a livello di HNWI. Se infatti nel 2006 il numero dei ricconi era di 205.800 unità, dodici mesi dopo questa soglia è cresciuta dell’1,1% a 208.000 individui. Ovvio che sul nostro paese i freni sono stati superiori ai driver di crescita e anche per il futuro non si prevedono grandi sorprese.  

L’articolo completo è pubblicato sul numero di luglio/agosto di HEDGE, in edicola in questi giorni.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti