Asset allocation: Cina e Giappone al riparo dall’inflazione

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di Redazione 20 Luglio 2022 | 14:01

“Quest’anno la liquidità globale si è notevolmente ristretta, il che potrebbe rappresentare un vento contrario per i mercati azionari globali. Tuttavia, non tutte le banche centrali stanno adottando misure restrittive perché non tutti i Paesi hanno un problema di inflazione. Potrebbero esserci opportunità nei Paesi con politiche monetarie accomodanti e anticicliche. Il Giappone e la Cina, due paesi che gli investitori stanno ampiamente ignorando, rappresentano due mercati che meritano di essere osservati più da vicino”. parola di Matt Poterba, analista di RBA ( gruppo iM Global Partner), che di seguito spiega nei particolari la view.

L’inflazione rimane più alta del previsto, meno in Giappone e in Cina

L’inflazione che rimane più alta del previsto per un periodo più lungo è stato uno dei temi su cui ci siamo soffermati maggiormente nell’ultimo anno. In effetti, l’inflazione in gran parte del mondo è la più alta degli ultimi decenni e continua a superare le previsioni, nonostante le stime degli economisti siano state riviste al rialzo.

I grafici 1 e 2 mostrano gli indici di inflazione a sorpresa di Citi per una serie di grandi economie. I valori positivi (in arancione) indicano un’inflazione effettiva superiore alle aspettative e i valori più alti corrispondono a una maggiore ampiezza di tali sorprese. Le sorprese sull’inflazione si collocano attualmente al 99° o 100° percentile per l’Eurozona, il Regno Unito, il Canada e i mercati emergenti.

Tuttavia, ci sono due grandi Paesi che sembrano più al riparo da questa dinamica di aumento dell’inflazione: il Giappone e la Cina. Sebbene le sorprese inflazionistiche siano in aumento, non sono così estreme. Anche l’inflazione corrente rimane più contenuta in Giappone e in Cina.


I Paesi con pressioni inflazionistiche più elevate accelerano l’inasprimento delle politiche

Poiché le banche centrali di tutto il mondo si preoccupano principalmente della stabilità dei prezzi, il persistere di un’inflazione elevata, ben al di sopra dei loro obiettivi, sta finalmente iniziando a costringere i banchieri centrali a combattere aggressivamente l’inflazione, aumentando i tassi di interesse, anche a scapito della crescita. La maggior parte dei recenti annunci delle banche centrali contenevano aumenti dei tassi di policy superiori al previsto, oppure una forward guidance più aggressiva, o entrambe le cose. Di conseguenza, le previsioni di aumento dei tassi di interesse continuano a salire. Queste aspettative di inasprimento della politica sono negative per i mercati azionari.

La politica accomodante in Giappone e Cina rappresenta un’opportunità

Tuttavia, non tutte le banche centrali sono restrittive in questo momento, perché non tutti i paesi stanno lottando contro un’inflazione elevata. Giappone e Cina si distinguono per le loro politiche più accomodanti. Le minori pressioni inflazionistiche in atto in questi Paesi indurranno probabilmente le loro banche centrali a mantenere una politica relativamente accomodante in futuro, a maggior sostegno della crescita e dei titoli azionari.

In Giappone, la Bank of Japan (BoJ) ha recentemente riaffermato il limite superiore di 25 pb per il controllo della curva dei rendimenti sui titoli di Stato giapponesi (JGB) a 10 anni e ha optato per il mantenimento della forward guidance di nessun rialzo dei tassi. Ciò indica che la politica ultra-facile del Giappone continuerà probabilmente nel prossimo futuro.

Sebbene nell’ultimo anno la Cina abbia mantenuto politiche più restrittive, di recente ha adottato misure significative per allentare la politica e aggiungere stimoli sia monetari che fiscali. La People’s Bank of China (PBoC) ha tagliato di 15 pb il Loan Prime Rate (LPR) a 5 anni, il tasso di riferimento per i mutui, e ha ridotto il Required Reserves Ratio (RRR) con l’intento di rivitalizzare il credito bancario.

La Cina ha inoltre annunciato 33 programmi di stimolo fiscale a favore della crescita, tra cui sconti e riduzioni fiscali, ampliamento del sostegno al credito alle imprese e accelerazione degli investimenti infrastrutturali. Queste politiche accomodanti sosterranno probabilmente la creazione di nuovo credito e potrebbero contribuire a ringiovanire la crescita dell’economia cinese e degli utili aziendali.

La politica più restrittiva della Fed, cui hanno fatto eco altre banche centrali in tutto il mondo, sembra dominare il recente flusso di notizie. Tuttavia, non vogliamo essere miopi dal punto di vista geografico e perdere opportunità al di fuori degli Stati Uniti, che non sono così gravate dalla politica restrittiva statunitense. Pertanto, abbiamo aumentato l’esposizione dei nostri portafogli al Giappone e alla Cina. Sia il Giappone che la Cina si distinguono per le loro posizioni accomodanti, che appaiono decisamente anticicliche rispetto alle politiche di Stati Uniti ed Europa.

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