Criptovalute: l’UE approva il quadro regolatorio

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di Redazione 26 Luglio 2022 | 12:59

Dopo mesi di discussione la Commissione dell’UE sembra essere arrivata a un accordo sul nuovo quadro di regolamentazione delle criptovalute, come riportato da Cryptonomist.ch.

L’Unione Europea ha infatti approvato alcune delle normative sulle criptovalute che dovranno entrare a regime nei prossimi mesi e che fanno parte del quadro regolatorio del MiCA, approvato in prima lettura a febbraio, che dovrebbe avere la sua definitiva applicazione a fine 2023.

Sono ancora diversi i punti controversi che riguardano la regolamentazione, che saranno sicuramente rivisti da qui al prossimo anno e che dovrebbero riguardare soprattutto la stabilità finanziaria e la sicurezza degli investitori.

Ma un primo passo, come ha affermato l’europarlamentare italiano, Raffaele Fitto, co-presidente dell’Ecr, che ha seguito molto da vicino tutta la vicenda del MiCA, sicuramente sembra essere stato raggiunto:

Dopo l’approvazione del MiCA, Fitto ha affermato che: L’obiettivo prefissato è innanzitutto quello della tutela degli investitori e della stabilità finanziaria, creando strumenti efficaci per contrastare gli schemi fraudolenti. È in questa chiave che vanno interpretate le disposizioni sul tracciamento e l’identificazione dei trasferimenti di criptovalute: per prevenire il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altri reati, come la pedopornografia.

Rispetto a questo tipo di obiettivi, l’accordo raggiunto sembra molto soddisfacente e rispecchia molte delle priorità che anche il nostro gruppo aveva indicato durante i lavori in Commissione Econ”.

Lo studio di Chainalysis sull’attuale regolamentazione delle crypto in Europa

Ma sul regolamento ancora molti restano i dubbi e i nodi da risolvere, come fatto notare da un’attenta analisi della norma da parte della società di analisi crypto Chainalysis che sottolinea come: “Il regolamento Markets in Crypto Assets (MiCA) fornirà un regime di licenza unificato per l’intera UE, il che significa che le aziende di criptovaluta (o CASP – Crypto-Asset Service Provider – come le chiamano le autorità di regolamentazione dell’UE) non avranno bisogno dell’autorizzazione di ogni singolo paese dell’UE in per offrire servizi ai propri cittadini”.

Importante secondo gli esperti di Chainalysis la questione riguardante i controlli che devono essere fatti da parte degli exchange sui trasferimenti di denaro, per evitare evasione fiscale e riciclaggio. Ma restano ancora alcune incertezza sulla soglia oltre la quale devono scattare obbligatoriamente questi controlli e la comunicazione alle autorità delle transazioni effettuate.

Importante anche secondo gli operatori il fatto che non sia passato alla fine l’emendamento che voleva vietare tutte le criptovalute che usano il sistema di consenso del Proof of Work, come Bitcoin e per ora Ethereum.

Grande attenzione poi viene dedicata alla questione del controllo dei portafogli personali o non custodian, che non si avvalgono dell’intermediazione di un exchange o di una società crypto. Certamente, al di là di alcuni dettagli da sistemare, come concludono gli esperti di Chainalysis, il quadro normativo del MiCA sembra uno dei più completi del mondo per quanto attiene alla materia delle valute digitali.

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