Mercati, riflessioni a margine dell’Opec

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di Redazione 4 Agosto 2022 | 10:52

A cura di Randeep Somel, gestore del fondo M&G (Lux) Climate Solutions

Con i democratici che combattono con l’inflazione interna e le elezioni di medio termine a novembre, il Presidente Biden è arrivato a luglio in Arabia Saudita sperando di sanare le relazioni con il più importante produttore al mondo operante in regime di oligopolio che possiede una grande capacità estrattiva a livello globale per quanto riguarda la produzione di greggio. L’esultanza decisamente pubblica dei due leader suggeriva il disgelo nelle relazioni e che Biden fosse riuscito a convincere l’Arabia Saudita a estrarre più petrolio ora che il mondo lotta contro prezzi in crescita a seguito delle sanzioni imposte alla Russia.

L’OPEC e i suoi alleati hanno annunciato ieri un incremento di produzione di soli 100 mila barili al giorno per le consegne di settembre. Questo vale una porzione davvero piccola della produzione complessiva del gruppo e un aumento perfino più lieve di quello visto di recente, che era stato di 648 mila barili al giorno per la produzione di agosto. A livello globale, i consumi si aggirano sui 100 milioni di barili di petrolio al giorno.

Poiché la produzione manifatturiera e la fiducia dei consumatori mostrano segni di debolezza in tutto il mondo, i delegati hanno affermato di essere preoccupati dalla minaccia posta alla domanda da parte di una possibile recessione negli Stati Uniti e dai lockdown in Cina.

Non sembra che i prezzi del petrolio più alti possano essere risolti da una risposta sul lato dell’offerta. Il fattore chiave sarà quanto l’economia globale possa essere resiliente in una situazione di prezzi del petrolio più elevati e se l’inflazione possa essere contenuta nonostante i prezzi dell’energia restino alti. Altrimenti, l’unica opzione che le banche centrali avranno, sarà alzare i tassi d’interesse per ridurre la domanda.

Più a lungo termine, questo sostiene ancora di più la tesi di continuare a diversificare le nostre esigenze energetiche allontanandoci sia dagli idrocarburi che dai regimi autoritari.

Se questo è uno sforzo di lungo periodo, le recenti proposte sia dell’UE (RePowerEU) sia l’Inflation Reduction Act del Presidente Biden mostrano che l’energia rinnovabile di produzione interna continua a essere una priorità.

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