Mercati, la pressione sui rendimenti obbligazionari

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di Redazione 5 Agosto 2022 | 11:38

A cura di Owen Murfin, Institutional Portfolio Manager, MFS Investment Management

Riteniamo che i rendimenti obbligazionari possano rimanere sotto pressione nel breve termine, ma la maggior parte dei ribassi, di portata storica, è ormai alle spalle. L’inasprimento aggressivo e anticipato della politica monetaria da parte delle banche centrali globali, guidate dalla Fed, ha aumentato il rischio di recessione, rendendo più difficile un ulteriore incremento dei rendimenti per le scadenze più lunghe nei paesi del blocco USD, come gli Stati Uniti e l’Australia. Inoltre, i rendimenti correnti più elevati per i portafogli obbligazionari e il cuscinetto fornito dai mercati che già prezzano altri rialzi dei tassi, forniscono un’ulteriore protezione agli investitori obbligazionari. Anche il sentiment nei confronti del mercato obbligazionario è molto negativo, con notevoli deflussi retail fino ad oggi. Questi flussi negativi potrebbero invertirsi quando gli investitori rivaluteranno il ruolo delle obbligazioni in un portafoglio equilibrato.

Saremo cauti su alcuni mercati dei titoli di Stato, soprattutto per le scadenze più brevi, come il Giappone e l’Europa centrale. Siamo prudenti anche sull’Italia, ma ci rendiamo conto che le valutazioni sono in via di miglioramento. Riteniamo inoltre che sia troppo presto rispetto al ciclo del credito per rabbassare la risk quality e siamo quindi cauti sulle obbligazioni high yield di qualità inferiore (Single B e CCC). Due classi di attività che a nostro avviso potrebbero presto subire un ribasso sono: le obbligazioni investment grade europee e quelle dei mercati emergenti in valuta locale. Le prime già scontano una notevole probabilità di recessione in Europa e vengono scambiate con premi generosi rispetto al mercato statunitense. Le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale beneficiano di rendimenti reali interessanti rispetto ai mercati sviluppati e di valutazioni monetarie convenienti. Il nostro approccio all’asset class è tuttavia molto specifico per Paese e si basa su una ricerca approfondita. Paesi come il Brasile e il Sudafrica ci sembrano interessanti.

 

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