Investimenti, quel trend secolare

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di Redazione 16 Agosto 2022 | 16:19

“Nel processo di transizione energetica la guerra russa-ucraina sta giocando il ruolo di acceleratore”. Parola di Paolo Paschetta, country head per l’Italia di Pictet Asset Management, che di seguito espone nel dettaglio il suo pensiero. “L’azione militare di Mosca ha rotto gli equilibri di un sistema energetico europeo sbilanciato: nel 2021, come sottolinea la Commissione Europea, le importazioni russe di gas e petrolio hanno raggiunto rispettivamente oltre il 40% e il 27% del totale. Il piano REPowerEU (presentato da Bruxelles lo scorso 18 maggio) rappresenta il futuro di un’Europa meno dipendente dall’esterno e pronta a porre le basi per una Unione energetica. Il piano mira a perseguire tre principali obiettivi energetici: autonomia, indipendenza e sicurezza. Complessivamente, saranno impiegati 300 miliardi di euro, da ripartire su quattro pilastri: accelerare sul fronte delle rinnovabili; incentivare il risparmio energetico; investire in nuove energie e infrastrutture; diversificare fonti energetiche e fornitori. Delle risorse complessivamente impiegate, 75 miliardi circa arriveranno tramite sovvenzioni e 225 miliardi circa sotto forma di prestiti. A questi 300 miliardi, si aggiungeranno poi 20 miliardi dal Market Stability Reserve, il mercato ETS (Emissions Trading System) su cui vengono scambiati i diritti a inquinare. Le misure previste da Bruxelles prevedono anzitutto l’aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili, che dovrebbero raggiungere un livello del 45% del fabbisogno energetico complessivo entro il 2030 (rispetto al 15% attuale). Il piano europeo fissa inoltre l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate di produzione di idrogeno rinnovabile e di 10 milioni di tonnellate di importazioni entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nelle industrie più difficili da decarbonizzare. Ci sarà inoltre una diversificazione delle importazioni di gas. Il piano adottato da Bruxelles ha l’obiettivo di permettere all’Europa di non restare vincolata ad un solo paese esportatore, prevedendo la collaborazione con partner internazionali per diversificare gli acquisti. La Commissione ha inoltre annunciato il piano per la creazione di una piattaforma comune (su adesione volontaria) per l’acquisto di gas, gnl e idrogeno (joint purchasing mechanism) e la stipula di partnership strategiche di lungo termine sul fronte dell’import. La transizione energetica si conferma quindi un trend secolare che resta fortemente supportato da driver fondamentali, di cui beneficiano le strategie tematiche di Pictet AM”.

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