Asset allocation, obbligazioni high yield: ecco perchè acquistarle ora

A
A
A
di Redazione 18 Agosto 2022 | 12:31

Come molte altre asset class, anche le obbligazioni high yield hanno iniziato il 2022 con qualche difficoltà, registrando la peggiore performance di sempre nella prima metà dell’anno.

Un’analisi delle tradizionali fonti di rendimento mostra che, a differenza delle azioni, le obbligazioni high yield tipicamente ricavino i propri rendimenti a lungo termine dal rendimento piuttosto che dalla rivalutazione del capitale. Il pagamento di cedole relativamente elevate e generalmente costanti è uno dei motivi principali per cui le obbligazioni high yield hanno storicamente mostrato una volatilità inferiore rispetto alle azioni, e questa tendenza si è confermata anche quest’anno. Per gli investitori a lungo termine, gran parte del valore di questa asset class si realizza semplicemente dagli stacchi cedola.

A farlo notare sonoKevin Loome, Portfolio Manager, U.S. High Yield Bond Strategy, e Ashley Wiersma, Portfolio Specialist, di T. Rowe Price, che di seguito illustrano la view nei particolari.

Storicamente, la pazienza paga

Se si considerano i rendimenti annui dell’indice negli ultimi 25 anni, solo cinque sono stati gli anni solari chiusi in territorio negativo, per gli investitori che hanno avuto la pazienza di rimanere investiti, questi sono stati in genere immediatamente seguiti da anni con rendimenti positivi superiori alla media. Sebbene possa essere difficile mantenere la rotta durante le correzioni di mercato, rimanere investiti piuttosto che liquidare le posizioni in quello che spesso si rivela il momento peggiore per farlo è un approccio prudente e può potenzialmente posizionare meglio gli investitori per beneficiare dei rendimenti futuri.

Perché adesso?

Quest’anno il mercato high yield è stato appesantito da una narrativa che ha spostato l’attenzione dall’inflazione e dall’aumento dei tassi alle preoccupazioni per il rallentamento della crescita e il potenziale di recessione. Tuttavia, il mercato sta già valutando una probabilità piuttosto elevata di recessione. Anche se il momento esatto in cui le condizioni di mercato miglioreranno è ancora da vedere, il mercato high yield ha diverse carte in regola.

Innanzitutto, poiché i tassi sono aumentati, i rendimenti sono oggi più alti rispetto all’inizio dell’anno e, di conseguenza, le prospettive di rendimento sono migliorate. Questo dovrebbe rappresentare un vantaggio attuale per gli investitori orientati al rendimento.

Il sell-off di quest’anno, poi, ha portato a valutazioni più convenienti e ha creato opportunità uniche nel mercato delle obbligazioni high yield. Abbiamo approfittato di questa dinamica e investito in quelle che consideriamo buone società a prezzi in dollari interessanti in tutto lo spettro dei rating, sia all’interno dei BB a basso prezzo in dollari, sia nelle parti del mercato a più alto beta dove il rischio è stato venduto indiscriminatamente.

Inoltre, i fondamentali del credito rimangono favorevoli: gli spread creditizi si sono ampliati da un anno all’altro, chiudendo il secondo trimestre a livelli superiori alle loro medie storiche. Nel frattempo, le insolvenze rimangono ben al di sotto delle medie di lungo periodo, poiché molte società hanno rifinanziato il proprio debito durante il periodo di tassi estremamente bassi, allungando così le scadenze. Anche se da qui in poi le insolvenze potrebbero aumentare leggermente a causa dell’inflazione e di una Fed più falco, prevediamo che rimarranno ben al di sotto della media per il prossimo futuro, data la mancanza di scadenze obbligazionarie a breve termine.

Un altro fattore è che i dati tecnici rimangono favorevoli, poiché i deflussi dell’anno scorso in tutto il comparto HY sono stati accolti da un calendario di nuove emissioni relativamente tranquillo. Inoltre, i rendimenti e i prezzi delle obbligazioni stanno raggiungendo livelli interessanti, che potrebbero iniziare ad attirare nuovamente gli investitori sul mercato.

Infine, la qualità complessiva del mercato high yield è migliorata negli ultimi anni, in quanto è aumentata la percentuale di titoli BB, molti dei quali potenzialmente elevabili a investment grade. Allo stesso tempo, è diminuita la percentuale di CCC, il segmento del mercato con maggiori probabilità di default.

Sebbene le nostre prospettive per l’high yield siano ancora costruttive, i rischi permangono. Continuiamo a cercare di investire in società meglio posizionate per resistere all’inflazione e all’aumento dei tassi. Inoltre, dato l’aumento dei rischi legati alla recessione, continuiamo a sottoporre i crediti a stress test per verificarne la potenziale resistenza in un simile contesto.

A cosa guardiamo ora

A meno che non si verifichi un altro forte aumento globale dei prezzi delle materie prime o un’altra grave interruzione della supply chain globale nei prossimi mesi, è probabile che assisteremo al picco dell’inflazione statunitense nella seconda metà del 2022, seguito da un graduale allentamento delle pressioni sia sul livello dell’inflazione sia sui tassi, che potrebbe dare sollievo ai mercati. Continuiamo inoltre a tenere sotto stretta osservazione le prossime scadenze, che potrebbero costringere le società a rifinanziare il proprio debito a tassi significativamente più elevati.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti