Asset allocation: i titoli value tornano interessanti. Ecco perchè

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di Redazione 24 Agosto 2022 | 10:01

A fine 2020 pochissimi investitori credevano che lo stile Value sarebbe tornato a sovraperformare, in un mondo diviso tra aziende della old economy e della new economy. Le prime, tipicamente associate al Value, erano considerate in declino strutturale, mentre le seconde avevano il potenziale di generare una crescita e profitti elevati e sostenuti grazie alla rivoluzione tecnologica. A ottobre 2020, queste convinzioni hanno portato al più ampio premio per i titoli Growth rispetto ai titoli Value mai registrato per le azioni dei mercati emergenti.

Tuttavia, già allora sostenevamo che dopo un anno in cui tutto era andato per il verso giusto per lo stile Growth, le valutazioni di tali titoli avevano incorporato livelli di crescita insostenibili. Non solo questo si è verificato, con la mancata realizzazione di livelli di crescita elevati, ma la situazione è stata aggravata da eventi mondiali inaspettati a partire dal 2021. L’inasprimento del contesto normativo e i lockdown su larga scala legati al COVID in Cina, la guerra in Ucraina e l’inflazione più alta del previsto a livello globale hanno favorito la sovraperformance dei titoli Value.

In questo scenario, ecco di seguito la view di Laurence Bensafi, Deputy Head of RBC Emerging Markets Equity peresso RBC Global AM.

2010-2020, un decennio di sottoperformance per il Value

Tra il 2010 e il 2020, molti fattori hanno contribuito a creare un contesto sfavorevole per il Value:

  • Tali titoli non si sono mai ripresi dalla Crisi Finanziaria Globale e, con il moltiplicarsi delle crisi in un contesto di bassa crescita economica, i titoli Growth hanno registrato un’impennata, mentre i ciclici hanno continuato a scendere.
  • I tassi d’interesse sono rimasti bassi, a vantaggio soprattutto dei detentori di azioni e attirando gli investitori retail, che hanno spinto le valutazioni dei titoli Growth sempre più in alto.
  • I nomi della new economy sembravano inarrestabili: queste aziende “globali” hanno sconvolto praticamente tutti i settori. Il COVID ha accelerato questa tendenza e i titoli Value sono scesi ulteriormente di valore.

È importante notare che la performance dei titoli Growth nei mercati emergenti si è concentrata nel settore internet e principalmente in Cina. Da fine 2015, quando MSCI ha integrato le società internet cinesi quotate negli Stati Uniti nel suo indice sui mercati emergenti, il settore internet cinese ha continuato a crescere di dimensioni. I grandi investitori si sono concentrati su una manciata di aziende che ritenevano interessanti e questa concentrazione di capitali ha fatto sì che le valutazioni raggiungessero nuovi massimi.

Con il senno di poi, il rally del Growth è apparso insostenibile, in quanto non supportato dai fondamentali e innescato da un periodo di bassi tassi d’interesse. Guardando più da vicino i numeri – eliminando le poche large cap che hanno guidato il mercato – il Value è stato in realtà in testa nei mercati emergenti, a parte un breve periodo tra il 2019 e il 2021.

Il passaggio dal Growth al Value: cosa ha guidato la rotazione?

La rotazione è avvenuta in quattro fasi:

Novembre 2020: si verificano due sviluppi rivoluzionari, i vaccini per il COVID si sono dimostrati più efficaci del previsto e l’elezione del Presidente Biden è stata vista in modo positivo dagli osservatori. Successivamente, abbiamo assistito a un relief rally nelle aziende in ipervenduto, in particolare tra quelle di maggiore qualità, ma in questa fase i “COVID winner” hanno continuato a fare bene.

Febbraio 2021: ci aspettavamo che la regolamentazione e la concorrenza facessero scendere le valutazioni delle aziende della new economy, inizialmente nel mondo sviluppato. Ma c’è stata una sorpresa: il governo cinese ha annunciato di voler regolamentare il settore internet del Paese. La mancanza di chiarezza su questo punto ha portato i grandi titoli internet cinesi a sottoperformare nei 12 mesi successivi. Anche molti titoli Value hanno registrato una performance negativa.

Novembre 2021: la mentalità del mercato è cambiata, con la consapevolezza che l’inflazione non era così temporanea come previsto durante l’estate. Ciò ha creato nuove aspettative sul rialzo dei tassi d’interesse. Come già osservato, una delle ragioni principali del cattivo andamento del Value è da ricercarsi nei bassi tassi di interesse. Un aumento dei tassi d’interesse avrebbe eliminato questo fattore di performance e sarebbe stato vantaggioso anche per i titoli finanziari.

Febbraio 2022: la Russia invade l’Ucraina e ci si rende conto che gli investitori nei mercati emergenti hanno chiuso gli occhi per troppo tempo sui Paesi con un curriculum negativo in termini di diritti umani. L’invasione fa temere nuovamente che l’inflazione rimanga elevata, in particolare per i generi alimentari e l’energia. Questo, a sua volta, comporterebbe un aumento dei tassi di interesse ancora più rapido di quanto previsto prima della guerra.

A nostro avviso, la rotazione non è finita e continuerà sulla base di valutazioni ancora eccessive, di dati deludenti sugli utili provenienti dal settore tecnologico e di una rivalutazione dei titoli finanziari e ciclici. I settori ciclici dell’industria, dell’energia e dei materiali sono pronti a godere dei benefici derivanti dal processo globale di decarbonizzazione, un movimento che sta rapidamente raggiungendo la massima priorità a livello mondiale.

Abbiamo identificato le infrastrutture green come un tema chiave nei mercati emergenti e riteniamo che i veicoli elettrici, le energie rinnovabili e i materiali di transizione siano tra le aree migliori in cui investire al momento.

La decarbonizzazione comporta enormi investimenti in molti settori, tra cui la generazione di energia pulita, come le fonti rinnovabili e l’idrogeno, lo stoccaggio dell’energia e le reti elettriche. La spesa potrebbe raggiungere un picco di quasi 3.000 miliardi di dollari all’anno nel 2035. I settori dei materiali e dell’industria potrebbero trarre i maggiori benefici da questo boom di investimenti, in particolare la domanda di alluminio e rame potrebbe aumentare più di quanto attualmente previsto.

Conclusioni

La rotazione verso il Value è ancora in corso, ma i titoli Growth potrebbero tornare in auge? A nostro avviso, è improbabile che una performance così forte si ripeta nel breve termine. Per assistere a un altro periodo di sovraperformance dei titoli Growth, dovremmo assistere all’emergere di un nuovo grande trend dirompente, ma tali trend sono fenomeni rari.

La minaccia maggiore, al momento in cui scriviamo, proviene dall’inflazione. Riteniamo che non sia ancora del tutto scontata e che, quando inizierà a esserlo, il Value potrebbe non essere altrettanto performante. Un contesto d’investimento più favorevole per questo stile potrebbe essere quello di un periodo di inflazione più elevata ma con un “atterraggio morbido” dal punto di vista economico. Tuttavia, solo il tempo dimostrerà se avremo ragione.

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