Mercati: mutui e prestiti più cari nei prossimi mesi

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di Redazione 25 Agosto 2022 | 12:59

In Italia a luglio 2022 secondo l’ISTAT l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e del 7,9% su base annua (da +8,0% del mese precedente). Contestualmente, l’ISTAT ha stimato una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 98,3 a 94,8) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 113,4 a 110,8).

Le politiche delle principali Banche Centrali del mondo non hanno dunque tardato per cercare di ridurre l’inflazione, naturalmente intervenendo sui tassi di interesse.

Lo scorso 22 luglio, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde si è espressa con le seguenti parole: “in linea con il nostro forte impegno ad assolvere il mandato di preservare la stabilità dei prezzi, il Consiglio direttivo ha adottato ulteriori misure fondamentali per assicurare un ritorno dell’inflazione verso il nostro obiettivo del 2% a medio termine. Abbiamo deciso di innalzare di 50 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE e abbiamo approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, TPI).”

Con l’aumento di 50 punti base deciso dalla BCE sul costo del denaro, scatta l’aumento immediato degli interessi sui mutui a tasso variabile indicizzati al tasso di Francoforte, che tuttavia sono una quota trascurabile rispetto ai mutui variabili parametrati all’Euribor, da anni molto più conveniente e pertanto quello più diffuso anche in Italia tra i finanziamenti casa concessi dalle banche alle famiglie che non hanno optato per il mutuo fisso.

In realtà, i mutui variabili legati all’Euribor hanno già scontato un lieve rialzo a inizio mese hanno in parte scontato il primo aumento deciso a giugno, quello di 25 centesimi. L’Euribor a 1 mese, infatti, dal 1° luglio era già salito da -0,51 a -0,26% e quello a tre mesi da -0,18 a +0,13, tornando su territorio positivo dopo 7 anni di valori negativi.

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