Investimenti: la nuova legge Usa sul clima apre nuove opportunità

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di Gianluigi Raimondi 1 Settembre 2022 | 16:01

L’Inflation Reduction Act, firmato dal presidente Biden, è un provvedimento di importanza fondamentale per l’impatto che può generare. Oltre a fornire un sostegno agli americani contro l’aumento dei prezzi, rappresenta lo sviluppo politico più completo sul fronte climatico negli USA da decenni a questa parte e offre nuove e sostanziali opportunità di investimento“. Parola di Roger Mortimer, Portfolio Manager di KraneShares, che di seguito spiega nel dettaglio l’affermazione.

In un momento in cui l’incertezza sulla crescita economica è in aumento, il Climate Bill fornisce una serie di incentivi economici che cambieranno il modo in cui l’energia viene generata e consumata in America. Se pienamente attuata, la legge consentirà agli Stati Uniti di ridurre entro il 2030 il 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 2005. Una ricerca di Wood Mackenzie prevede che i 369 miliardi di dollari di incentivi innescheranno circa 1.200 miliardi di dollari di investimenti privati entro il 2035.

Le politiche governative volte a condizionare il comportamento sono in genere divise tra quelle che prediligono la “carota” o il “bastone”. Le prime si concretizzano in incentivi, agevolazioni fiscali, spese di stimolo, ecc. mentre le seconde prevedono tasse, limiti, quote e le leggi che disciplinano il comportamento delle aziende.

Il piano europeo “Fit for 55” mira a una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e utilizza un sistema basato sullo scambio delle quote di carbonio emesse. I mercati delle emissioni consentono alle aziende di acquistare il diritto di emettere, e valutare se valga la pena sostenere questo costo piuttosto che cambiare i propri  processi industriali. Si tratta di un approccio più rigido: i limiti e le sanzioni fanno sì che il costo del vecchio modo di fare impresa aumenti nel tempo, rendendolo meno redditizio e meno interessante per gli investimenti di nuovo capitale.

Al contrario, la legge USA sul clima è principalmente incentrata sugli incentivi. Prevede crediti d’imposta e incentivi che riducono i costi e stimolano gli investimenti nazionali nella produzione di energia rinnovabile, nello sviluppo dello stoccaggio dell’energia necessaria per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili, nell’elettrificazione dei trasporti, nell’adozione dell’uso dell’idrogeno verde e dei processi legati alla cattura e allo stoccaggio del carbonio. La maggior parte degli incentivi è strutturata in modo da rimanere in vigore per un decennio, fornendo una buona occasione per adottare e scalare le tecnologie e i processi per la produzione di energia pulita. Il disegno di legge include 60 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo della produzione nazionale.

Un’area in cui ci sono nuovi incentivi sostanziali per la diffusione della tecnologia è l’uso dell’idrogeno. Oltre il 95% dei 10 M di tonnellate di idrogeno prodotte annualmente negli USA è cosiddetto “idrogeno grigio”, ovvero viene prodotto utilizzando combustibili fossili, tipicamente il gas naturale. Tuttavia l’idrogeno può essere anche prodotto utilizzando come input energia rinnovabile, senza dar luogo ad emissioni nocive (vapore acqueo è l’unico output) e viene in tal caso denominato “idrogeno verde”.

Secondo l’indice S&P Global Platts sulle materie prime, negli Stati Uniti la produzione di idrogeno grigio costa tra 1,71 e 2,18 dollari/kg5, il prezzo più basso al mondo, poiché gli Stati Uniti dispongono di gas naturale a bassissimo costo. Il costo non sovvenzionato della produzione di idrogeno verde è stimato tra i 3,73 e i 6,50 dollari/kg, con alcune variazioni tra regioni.

La legge sul clima prevede incentivi sostanziali per lo sviluppo dell’idrogeno verde sotto forma di crediti d’imposta per gli investimenti e per la produzione.  Il credito d’imposta sulla produzione (PTC) di 3 dollari/kg è abbastanza grande da rendere in alcune regioni degli Stati Uniti l’idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili immediatamente competitivo rispetto “all’idrogeno grigio” ottenuto da fonti fossili. In effetti, è probabile che la produzione di idrogeno verde a basso costo negli Stati Uniti sarà la più economica al mondo. Il calo dei costi tecnologici dovuto alla produzione su scala dovrebbe portare inoltre a ulteriori risparmi sui costi e rendere l’idrogeno verde redditizio per gli chi lo produce, innescando un circolo virtuoso di adozione. La produzione di 10 tonnellate annue di idrogeno verde in America, implica un mercato potenziale di 30 miliardi di dollari, e il credito di imposta sulla produzione contribuirà ad attrarre investimenti e capitali per il finanziamento di progetti in questo settore.

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