Investimenti, cosa cambia con Liz Truss premier

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di Redazione 6 Settembre 2022 | 09:02

“C’è ancora molta incertezza nel Regno Unito. La crisi dei costi della vita e la crisi energetica pesano sui mercati domestici e sulla sterlina. Pertanto, qualsiasi chiarificazione possa arrivare dal nuovo Premier Liz Truss su questi temi non potrà che avere un impatto positivo, a maggior ragione se il Primo Ministro sarà in grado di dimostrare di tenere ben saldo il timone dell’agenda politica nazionale”. Ad affermarlo è Stefania Paolo, Country Head Italia di BNY Mellon Investment Management, che di seguito illustra nel dettaglio la propria view.

La fiducia dei consumatori è ai minimi storici. La popolazione si trova dinanzi la dura prospettiva di ulteriori aumenti dei prezzi in inverno. L’attuale sussidio sulle bollette energetiche, pari a 400 – 650 sterline, potrebbe sembrare sul finire dell’anno ben poca cosa nei bilanci delle famiglie. Per il Primo Ministro sarà prioritario correre ai ripari, sia che si tratti di introdurre un nuovo tetto ai prezzi dell’energia, proporre ulteriori sussidi o ricorrere a detrazioni fiscali. Tali misure migliorerebbero anche la stabilità dei salari in un momento in cui i costanti scioperi stanno pesando sulla produttività e sull’umore del Paese.

I mercati prevedono lo stanziamento di una qualche forma di budget emergenziale. Se si considera che i sussidi energetici potrebbero costare 50 miliardi di sterline, la domanda degli investitori è più che legittima: come verrà finanziata in modo sostenibile una somma così ingente? La proposta di un piano coerente e credibile da parte del governo potrebbe supportare la sterlina.

Infine, vi sono state diverse discussioni su un possibile cambio di rotta da parte della Bank of England. Crediamo che i mercati preferirebbero invece una direzione delle politiche monetarie stabile, senza cambiamenti, così da ridurre il rischio di qualsiasi shock non necessario, soprattutto in uno scenario dove il potere decisionale verrà in parte trasferito ai politici.

Guardando alle proposte fiscali, se Truss dovesse decidere di compensare l’aumento dei costi della vita stimolando i redditi attraverso tagli delle imposte e benefit aggiuntivi, questo si tradurrebbe in una pressione al rialzo dell’inflazione e in un aumento del costo del debito a essa indicizzato. Deficit e prezzi più elevati potrebbero a loro volta provocare un lieve rialzo dei gilt; i mercati, tuttavia, avevano già messo in conto la vittoria di Tress e pertanto nei prezzi attuali sono già incorporati la maggior parte dei rialzi dei tassi.

Le implicazioni per la sterlina sono più complesse. L’aumento della spesa pubblica e i tagli fiscali, così come i tassi d’interesse relativi più elevati, potrebbero fornire uno stimolo di breve termine alla valuta britannica; d’altro canto, lo stato delle finanze pubbliche, già sotto pressione, diventerebbe ancor più precario, scoraggiando alcuni potenziali acquirenti”.

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