Mercati, Forex: l’analisi di Ebury

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di Redazione 7 Settembre 2022 | 09:31

L’euro sembrava sul punto di chiudere la settimana con una performance discreta, sostenuto dalle aspettative di una BCE più aggressiva e da un rapporto sul mercato del lavoro negli Stati Uniti che ha segnalato alla Fed che le pressioni potrebbero essere allentate. Tuttavia, alla fine della giornata di venerdì, l’annuncio che Gazprom avrebbe interrotto le forniture di gas all’Europa occidentale a tempo indeterminato ha provocato un crollo dell’euro e della maggior parte delle valute rispetto al dollaro. Questa notizia avvicina la prospettiva di una diffusa carenza di energia in Europa e aumenta le probabilità di recessione.

Con una crisi energetica alle porte, l’inflazione a livelli record e bassa disoccupazione, nella riunione di giovedì la BCE si troverà di fronte ad una sfida complicata. Gli operatori attendono di capire finalmente se la BCE, cercando di recuperare il tempo perso, aumenterà i tassi di 50 o 75 punti base. Lo shock del taglio delle forniture di gas della scorsa settimana aggiunge ancora più incertezza alla decisione. Non ci sono molte notizie in arrivo dagli Stati Uniti in una settimana accorciata dalla festività del labor day. La competizione per la leadership per succedere a Boris Johnson come primo ministro del Regno Unito dovrebbe aggiungere un po’ di volatilità alla sterlina.

Euro

I dati sull’inflazione pubblicati la scorsa settimana hanno confermato che la BCE si ritroverà a dover affrontare il compito più duro tra le principali banche centrali del mondo. L’inflazione ha sorpreso ancora una volta al rialzo, sia l’headline che gli indici core, e in entrambi i casi ha raggiunto un altro record assoluto per l’Eurozona. L’incontro della BCE sarà forse il più critico dell’anno in corso. I numeri dell’inflazione sono preoccupanti e la banca centrale è chiaramente in una posizione arretrata. Allo stesso tempo, lo shock energetico che è derivato dalla dipendenza dell’Europa centrale dal gas russo è difficile da vedere altrove. Riteniamo che la BCE aumenterà ancora di 75 punti base, poiché il livello dei tassi nell’Eurozona si ritrova estremamente indietro rispetto ai suoi pari, e non c’è molto che la politica monetaria possa fare per attenuare le carenze di gas.

Dollaro

I dati sul mercato del lavoro hanno dato un po’ di sollievo alla Federal Reserve. Mentre i nuovi posti di lavoro continuano a crescere, allontanando i timori di una recessione negli Stati Uniti, la forza lavoro e i salari salgono meno del previsto. Questo segnala che il mercato del lavoro rimane solido, confermato anche dai JOLTS usciti all’inizio della scorsa settimana, ma questo deriva più da un aumento della forza lavoro che da una crescita dei salari. Dopo l’uscita dei dati, i rendimenti dei treasury sono scesi e la settimana si sarebbe chiusa in calo per il dollaro, ma l’annuncio di Gazprom sulla sospensione a tempo indeterminato delle forniture di gas ha rafforzato il biglietto verde appena prima la chiusura della borsa di New York.

Sterlina

La scorsa settimana sono usciti dati di secondo piano meglio delle aspettative, come le vendite al dettaglio, i prezzi delle abitazioni, le richieste approvate di mutui e i PMI manifatturieri. Nessuno di questi ha però dato supporto alla sterlina che continua, come l’euro, a perdere terreno contro il dollaro, ma i dati positivi dimostrano che le aspettative di una recessione immediata erano troppo pessimistiche. Questa settimana l’attenzione si sposterà sulla nomina del nuovo leader dei conservatori. Se sarà Liz Truss, la sterlina potrebbe beneficiarne, almeno nel breve termine: maggiore spesa pubblica, più protezionismo e di conseguenza politica monetaria più restrittiva è un mix storicamente favorevole per la divisa.

A cura di Ebury

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