Mercati, obbligazioni: le nuove emissioni governative e corporate sotto la lente

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di Carlo Aloisio 9 Settembre 2022 | 09:29

Non bastavano le interpretazioni delle parole dei governatori delle banche centrali per fare da market mover negativo negli scambi. In queste ultime sedute sono intervenute di nuovo le problematiche della guerra tra la Russia e l’Ucraina, le cui conseguenze economiche ci colpiscono in maniera pesante, relativamente ai costi energetici che potranno avere grosse ripercussioni sui prossimi risultati aziendali.

L’attesa principale della settimana era per il meeting di giovedi della Banca Centrale Europea e della successiva conferenza stampa del governatore Lagarde, per la prima volta con i nuovi orari dalle 13,30 alle 14,15 per l’annuncio ed alle 14,45 per la conferenza, dove l’attenzione era rivolta anche alle nuove stime trimestrali che hanno evidenziato un’inflazione più elevata ed una crescita più bassa, portando quindi ad una revisione dei target precedenti.

Negli ultimi giorni si sono scatenati gli analisti, prevedendo per la maggior parte un incremento dei tassi da 75 punti base e queste previsioni sono state confermate, ponendo in essere il rialzo più alto da quando la politica monetaria dell’Eurozona è gestita dalla Bce. Le prime reazioni dei mercati sembrano confermare la regola del “buy on rumor and sell on news”, con un leggero recupero dei titoli di Stato, che avevano già anticipato il potenziale rialzo. Lo spread contro Bund è tornato sotto quota 230, ma la curva dei titoli decennali rimane sotto tensione con la soglia del 4% vicina ad essere superata per il nostro Paese, mentre Spagna e Portogallo sono vicini al 3%.

Grande attenzione anche dagli Usa, sia per i dati sull’occupazione che per le parole di Powell prima che i rappresentanti della banca centrale entrino nel periodo di silenzio che precede il meeting del 21 settembre. Gli investitori cercheranno soprattutto di capire se l’istituto Usa possa adottare un approccio meno ‘hawkish’ nel caso in cui l’inflazione dovesse rallentare, in attesa dei numeri sui prezzi al consumo di agosto, in agenda per martedì prossimo. Secondo un report Fed diffuso in settimana, l’attività economica Usa è rimasta invariata da luglio a fine agosto con la aziende che hanno parlato di lievi miglioramenti nelle carenze di manodopera e nelle pressioni dei prezzi. Le attese sono per un incremento dei tassi da 75 punti base alla riunione di fine mese. Ieri la vice presidente Fed Brainard si è unita al coro dei colleghi che si sono espressi a favore di una politica monetaria restrittiva fino a quando l’inflazione non sarà sotto controllo. Un segnale è arrivato anche dalla Banca del Canada che ha alzato i tassi portandoli a 3,25% da 2,50%, massimo da 14 anni. Il governatore della Banca centrale australiana invece ha aperto la strada a un rallentamento del ciclo restrittivo dopo cinque aumenti dei tassi in altrettanti mesi.

I nuovi bond corporate sotto la lente

In questo contesto di mercato l’Italia ha collocato via sindacato sei miliardi di euro di Btp Green con scadenza ad aprile 2035, attirando una forte domanda da parte degli investitori.
Le richieste per il nuovo titolo di Stato hanno superato i 40 miliardi di euro, compresi 3,1 miliardi di euro da parte dei joint lead manager della transazione. Lo spread del titolo è stato fissato a 5 punti base sopra il rendimento del Btp con scadenza a marzo 2035.
Si è trattato del secondo collocamento di titoli di Stato “green” da parte del Tesoro dopo il lancio del Btp Green con scadenza ad aprile 2045 nel marzo dello scorso anno, con cedola dell’1,5% e prezzo d’emissione a 99,168. Oggi questo titolo, Isin IT0005438004, prezza in area 63,75 con un rendimento a scadenza appena sotto il 4%.

I Btp Green, come previsto dalla legge di bilancio per il 2020, sono i titoli di Stato dedicati al finanziamento delle spese a positivo impatto ambientale sostenute dallo Stato; i proventi netti della nuova emissione saranno utilizzati conformemente ai criterienunciati nel “Quadro di riferimento per l’emissione dei titoli di Stato Green” pubblicato a febbraio 2021 in cui vengono descritti i 6 obiettivi
ambientali, così come delineati dalla Tassonomia europea delle attivitá sostenibili, e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 (OSS) delle Nazioni Unite che si intende raggiungere mediante specifiche spese presenti nel Bilancio dello Stato.

Il mese di agosto aveva segnato una svolta storica per la Grecia per via dell’uscita del paese dalla procedura di sorveglianza legata ai salvataggi pubblici internazionali tra il 2010 e il 2015.  A settembre, il mercato dovrebbe accogliere l’emissione di un nuovo bond della Grecia. Per quest’anno, il Tesoro aveva fissato emissioni per complessivi 12 miliardi, tagliate in corso d’opera a 10 miliardi per via delle peggiorate condizioni di mercato.

Non ci sarà nemmeno a settembre la prima emissione al mondo di Bitcoin bond.

Lo stato di El Salvador ha rinviato agli ultimi mesi dell’anno il debutto, sebbene ormai da tempo gli osservatori internazionali dubitino che vi sarà mai. Un anno fa, era il 7 settembre del 2021, il Bitcoin divenne ufficialmente valuta legale nel Paese centroamericano, e nel novembre dello scorso anno furono annunciate le prime emissioni Bitcoin.

Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori

Con alti e bassi l’attività di primario è stata comunque interessante con alcuni titoli che hanno raccolto l’interesse degli investitori. Tra questi spicca la svedese Sfk, leader nel settore dei cuscinetti e sigilli, che ha offerto inizialmente 300 milioni di euro a sei anni, alzati poi a 400 milioni per l’alto numero di richieste arrivate sui libri dei lead manager, con riduzione dello spread da ms+135 ad ms +105. La rarità di emissioni su questo nome ed il rating Baa1/BBB+ hanno spinto l’interesse del mercato, con cedola finale fissata al 3.125% e prezzo d’emissione a 99,291, livello che è gradualmente salito nel grey mkt iniziale. Isin del titolo XS2532247892 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Banco BPM ha emesso un green bond per l’importo di 500 milioni di euro, attirando ordini per 900 milioni. Il titolo ha durata di 4 anni, essendo in scadenza nel settembre 2026. E’ stato emesso con cedola fissa lorda del 6% e prezzo di 99,654 e il rendimento lordo offerto agli obbligazionisti si attesta poco sotto al 6,10%. Oltre ad essere un green bond, trattasi della tipologia Senior Non Preferred,  cioè di grado inferiore rispetto a un’obbligazione senior propriamente detta, ma superiore a un’obbligazione subordinata. Rating Ba2/BB+, Isin XS2530053789, il taglio è da 150mila euro con prezzo d’emissione a 99,654 che ha ben performato nel grey market oltre quota 100. La finalità del green bond consiste certamente nel raccogliere sul mercato capitali da destinare ad investimenti di natura ambientale. Tuttavia, sempre Banco BPM in settimana ha annunciato che eserciterà la facoltà di rimborso anticipato in relazione al bond Tier 2 di 500 milioni con scadenza 21 settembre 2027 (Isin XS1686880599).

Nel settore energetico, Enel torna sul mercato obbligazionario con un bond sostenibile. L’obbligazione ha scadenza marzo 2029. Le indicazioni iniziali di prezzo sono per uno spread in area di 175 punti base sopra il tasso midswap, poi ridotte  a 157 punti base. L’ammontare finale dell’emissione è stata aumentata a 1 miliardo di euro visti gli ordini che hanno superato 2.1 miliardi. Enel ha fissato un rendimento a scadenza del 3,944% per il suo nuovo sustainability-linked bond scadenza 9 marzo 2029 e con cedola fissa del 3,875%. Si tratta di un rendimento superiore rispetto a quello di un Btp di pari scadenza (3,36%). Rating BBB, lotto minimo 100mial euro conmultipli di mille e Isin XS2531420656. I bond sustainability-linked di Enel, emessi nel settembre 2019, hanno fatto da apripista del mercato obbligazionario legato alla sostenibilità. Il gruppo a settembre 2021 ha, infatti, collocato obbligazioni sustainability-linked a quattro, sette e 13 anni per 3,5 miliardi di euro, raccogliendo ordini per quasi 11 miliardi.

Continua la febbre per i green bond. Dopo Enel e Banco Bpm anche Ferrovie dello Stato ha collocato sul mercato un titolo benchmark a quattro anni con cedola fissa annuale. Il bond avrà un impiego sostenibile: con il ricavato dell’obbligazione Fs intende finanziare l’acquisto di nuovi treni elettrici per i servizi nazionali e internazionali e sostenere i lavori per l’alta velocità sull’infrastruttura ferroviaria. Le prime indicazioni di rendimento si aggirano intorno ai 175 punti base oltre il tasso interbancario mid swap, poi abbassate a 158 punti base alla chiusura del collocamento. Nel dettaglio: il bond green (XS2532681074) paga una cedola annua fissata a 3.75%, prezzo 99.616, equivalente a un rendimento finale del 3.847%. Scadenza dell’obbligazione fissata il 14 aprile 2027, lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e rating BBB.

Tra i bond corporate da segnalare Asfinag, società austriaca di proprietà pubblica che progetta, finanzia, costruisce, mantiene e riscuote pedaggi per le autostrade austriache, con una nuova obbligazione senior a sei anni con scadenza il 13 settembre 2028. L’obbligazione ha un ammontare di 600 milioni di euro e ha raccolto  ordini per circa sette miliardi. Il bond (XS2532310682) offre una cedola lorda annua pari a 2.125%, prezzo 99.405, rendimento a scadenza del 2.232% equivalente a 12 punti base sotto il tasso midswap. Rating AA+ e lotto minimo di 100mila euro con multipli di mille.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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