Asset allocation, mercati emergenti: opportunità e rischi secondo Pimco

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di Redazione 12 Settembre 2022 | 11:31

“Come gli appassionati di astronomia che osservano le stelle, anche gli investitori possono trarre vantaggio dal guardare attraverso una serie di lenti diverse per delineare un quadro generale. Le tre lenti comunemente utilizzate per valutare gli investimenti sono le valutazioni, i fattori tecnici e le caratteristiche dei fondamentali; la relazione tra questi tre elementi può variare nel corso di un ciclo di mercato“. Ad affermarlo sono Pramol Dhawan, Head of Emerging Markets e Lupin Rahman, Head of EM Sovereign Credit di Pimco, che di seguito illustrano la view applicata ai mercati emergenti nei particolari.

Nei mercati emergenti, le valutazioni – che ponderano il valore di un asset rispetto a strumenti simili, alle norme storiche e alle aspettative future – appaiono oggi interessanti dopo le perdite subite dai mercati finanziari all’inizio dell’anno. Gli spread tra le opzioni dei mercati emergenti corretti per il rischio si sono recentemente attestati al 98° percentile dei livelli osservati negli ultimi 20 anni, secondo i dati dell’indice globale JPMorgan EMBI al 29 luglio 2022.

Tuttavia, i mercati emergenti rimangono sensibili ai fattori tecnici, tra cui le dinamiche di trading di un mercato e i cambiamenti nel sentiment degli investitori. Quest’anno ha prodotto i peggiori deflussi dai fondi EM mai registrati, secondo Emerging Portfolio Fund Research; i mercati emergenti rimangono vulnerabili mentre la Federal Reserve statunitense e altre banche centrali aumentano i tassi di interesse nel tentativo di combattere l’inflazione senza indurre una recessione.

Quando le prospettive dell’inflazione e della politica monetaria diventeranno più chiare, i mercati emergenti potrebbero rendersi protagonisti di un forte recupero. A quel punto, i fondamentali – che valutano il quadro finanziario sottostante e l’affidabilità creditizia di una società o di un Paese – possono diventare fattori di differenziazione più importanti. Nei mercati emergenti, queste differenze possono essere fondamentali per gli investitori, perché i rischi specifici di un paese possono aumentare più rapidamente e inaspettatamente rispetto a quelli di altri settori legati al credito.

Le nostre analisi ci suggeriscono che i fondamentali dei mercati emergenti appaiono in generale solidi, ma questi fondamentali potrebbero deteriorarsi in pochi e specifici Paesi. Meno del 9% del debito dell’indice JPMorgan EMBI Global per capitalizzazione di mercato viene scambiato con spread che indicano livelli elevati di sofferenza.

L’identificazione dei segmenti più a rischio dell’indice può aiutare gli investitori a prendere decisioni più prudenti e difensive, come ad esempio non cercare il rendimento assumendo un rischio di credito aggiuntivo in un determinato Paese. Il nostro framework mira a individuare i Paesi a rischio elevato, in modo da poterli designare e gestire con cura in anticipo, ad esempio lo Sri Lanka nel 2020, ben prima che il Paese andasse in default sul suo debito due anni dopo.

Sebbene i mercati di frontiera di qualità inferiore possano sembrare molto convenienti, gli investitori dovrebbero essere cauti, dato il grado di rischio che comportano. Storicamente, secondo Moody’s, i livelli più bassi dei rating EM hanno registrato tassi di default più elevati (12,2%) rispetto alle obbligazioni societarie dei mercati sviluppati con rating analogo (9,3%). Allo stesso modo, i livelli di rating più bassi del debito EM sono stati soggetti a drawdown periodici più marcati rispetto al debito societario statunitense.

Spesso è saggio evitare la tentazione di essere troppo rialzisti su un particolare Paese, perché il più ampio contesto tecnico dei mercati emergenti può, a volte, prevalere sui fondamentali. Concentrarsi sulla mitigazione del rischio di ribasso può aiutare a gestire più accuratamente una asset class volatile. Sebbene le valutazioni dei mercati emergenti siano diventate più interessanti, soprattutto per alcuni emittenti di qualità inferiore, preferiamo attendere una maggiore chiarezza sui venti contrari a livello globale del contesto attuale prima di passare a una posizione più rialzista.

 

 

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