Piazza Affari e la corsa ai dividendi anticipati

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di Redazione 26 Settembre 2022 | 10:15

Nonostante il permanere delle incertezze a livello macro e la conseguente volatilità dei corsi azionari, a Piazza Affari diverse società hanno deciso di staccare un dividendo anticipato sul 2022. Come scrive Affari&Finanza di La Repubblica, l’operazione è possibile per una facoltà concessa dal nostro codice civile.

Sicuramente un modo per fidelizzare gli investitori, offrendo un’alternativa alle cedole periodiche delle obbligazioni, tornate attrattive dopo i recenti rialzi delle banche centrali.
“Il pagamento di dividendi infrannuali ha preso piede circa 15 anni fa ad opera delle società che avevano nel dividendo un elemento importante di attrattività per l’investitore e una buona visibilità sugli utili. Si è iniziato dalla aziende petrolifere per arrivare fino ai settori innovativi, e ad esempio Stm paga un dividendo trimestrale dal 2008” ha dichiarato Domenico Ghigliotti, co-head ufficio studi di Equita.

In generale questa è una politica seguita sopratutto dai titoli ad alta capitalizzazione e di tipo “value”, caratterizzati da tassi di crescita contenuti ma stabili nel tempo, e che quindi restituiscono una parte maggiore degli utili agli azionisti.

“Di solito gli utili a rate vengono distribuiti con cadenza trimestrale o semestrale, in seguito alla pubblicazione dei risultati intermedi di gestione, attingendo ai profitti portati a nuovo o accantonati a riserva dai precedenti esercizi” ha spiegato Marco Chinaia, analista dell’ufficio studi e ricerche di Consultique, che ricorda anche come, tra i 40 titoli del Ftse Mib, siano circa una decina quelli che vi fanno ricorso.

“La distribuzione regolare di acconti sui dividendi non è necessariamente un indicatore di solidità aziendale, ma lascia immaginare che la stessa sia in grado di generare utili regolari o crescenti utili nel tempo, in quanto questa facoltà viene rilasciata dal revisore legale dei conti sulla base dell’analisi dei bilanci dei precedenti esercizi e verrebbe negata in caso di presenza di performance negative” ha aggiunto.

Nel lungo periodo solitamente le quotate più generose sul fronte delle cedole tendono a ottenere performance in termini di “total return” superiori alla media, senza dimenticare che l’incasso di somme periodiche può consentire all’investitore di soddisfare diversi bisogni.

Sempre da Equita vi è poi un aspetto legato alla congiuntura, che comprende le società di taglia media con fondamentali d’eccellenza. “Dall’anno scorso abbiamo deciso di passare a un pagamento in due tranche del dividendo, riducendo così la volatilità sul titolo in occasione dello stacco”, ha spiegato la società.

“A Wall Street è una tendenza che sta prendendo sempre più piede. La distribuzione trimestrale riguarda numerose aziende di grandi dimesioni e a capitale diffuso come ad esempio Apple, Microsoft e Coca Cola. Il dividendo trimestrale garantisce l’incasso di una remunerazione ricorrente a integrazione dell’incasso di stipendio o pensione” ha detto Alberto Villa, responsabile della ricerca azionaria di Intermonte.

In conclusione, Piazza Affari risulta alquanto generosa, dato che le prospettive attuali sono di un rendimento medio intorno al 5%, con diverse società principalmente del comparto finanziario, con dividendi attesi superiori al 7%.

 

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