Rallentamento dell’economia mondiale e tassi ancora invariati: la view di Lemanik

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di Finanza Operativa 5 Novembre 2015 | 14:30

“La chiusura del mese di ottobre ha confermato la recessione del settore manifatturiero mondiale, con il commercio internazionale in una costante contrazione sia in termini di volumi che di valore, mentre il rallentamento economico dei paesi emergenti continua ad evidenziare i problemi di fondo che affliggono l’economia internazionale dal 2008”, ha spiegato Maurizio Novelli, gestore Lemanik global strategy fund, nel suo commento macroeconomico mensile. “Per la difesa degli attuali livelli di crescita si spera nella tenuta del settore dei servizi anche se oltre il 30% dell’attività dei servizi dipende proprio dal settore manifatturiero come trasporti e logistica”.
I mercati finanziari sono tornati a “festeggiare” i rischi di peggioramento della congiuntura poiché ritengono che questo scenario costringerà le banche centrali a nuovi stimoli monetari, anche se quelli già attuati finora stanno perdendo giorno dopo giorno la loro efficacia sull’economia reale. “L’unica cosa che veramente i mercati temono è la recessione ma attualmente nessuno vede tale rischio come imminente”, sottolinea il gestore Lemanik.
A oggi il Pil del Giappone evidenzia una crescita -0,6% con la BoJ che ha ormai acquistato quasi tutto il debito pubblico e ha svalutato lo yen del 30%. L’economia Ue, svanito l’effetto della svalutazione dell’euro avvenuta solo verso il dollaro, si appresta a entrare in una nuova fase di rallentamento dopo alcuni mesi di modesto recupero, pregiudicato da un contesto mondiale in peggioramento da giugno e da politiche fiscali che non cambiano nella sostanza da oltre 7 anni.
Per quanto riguarda la Cina, molti si attendono l’arrivo di uno stimolo fiscale per ridare spinta all’economia, anche se le emissioni di bonds da parte delle provincie cinesi sono più che triplicate nel primo semestre del 2015, evidenziando dunque un probabile stimolo fiscale a livello locale già in corso da mesi.
La Fed, invece, non sa più come comportarsi di fronte al rallentamento dell’economia mondiale e al rischio di un calo nella crescita del 2% dell’economia americana. “L’attuale fase della congiuntura non giustificherebbe una modifica della politica monetaria”, sostiene Novelli.
In questo contesto macroeconomico la strategia d’investimento del fondo Global Strategy rimane focalizzata sulle previsioni di un dollaro più debole nei prossimi mesi, una riduzione dei tassi sulle scadenze 10 – 30 anni dei Treasuries americani e un probabile recupero dei prezzi dell’oro. L’economia mondiale rallenta, i tassi non si muoveranno dai livelli attuali, mentre la Fed avrà seri problemi nel giustificare un aumento legato a motivi macroeconomici. Le Borse, invece, sono in attesa di verificare se l’attuale rallentamento mondiale intaccherà in modo prolungato la crescita Usa che ha già frenato in modo pronunciato tra giugno e settembre.
“Le mie previsioni macro puntano ad una perdita di mezzo punto di crescita per l’economia Usa rispetto al trend del 2% degli ultimi tre anni a causa del peggioramento della congiuntura globale. Da questo momento la traiettoria della crescita americana dovrebbe ripiegare in modo stabile verso il livello di 1,5% già toccato nel trimestre giugno – settembre, evidenziando il rischio di una possibile stagnazione. Da questo momento le politiche monetarie rischiano di perdere di credibilità come unico fattore determinante e sufficiente ad uscire dai problemi strutturali che affliggono l’economia mondiale”, conclude Novelli.

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