Mercati, obbligazioni: i nuovi collocamenti della settimana sotto i riflettori

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di Carlo Aloisio 28 Ottobre 2022 | 09:31

Parte con il piede giusto sui mercati il nuovo Governo Meloni, chi temeva speculazioni, attacchi allo spread e alla Borsa è stato smentito dai fatti, con i nostri titoli azionari e  obbligazioni governative in linea con gli altri listini europei ed in alcune occasioni anche meglio.

Lo spread tra i nostri titoli di Stato ed il Bund tedesco sulla curva decennale è calato di una ventina di punti, tornando in area 220 con il rendimento del Btp al 4,35% rispetto al 4,8% di qualche giorno fa. La volatilità su tutti i mercati resta molto alta però, le prospettive di accordi a livello internazionali sul prezzo del gas potrebbe calmierare i prezzi e di conseguenza aiutare al contenimento dell’inflazione. Su questo punto non c’è stata molta pressione in questa settimana  e si aspetta con maggiore serenità le prossime mosse delle banche centrali, con la speranza che possano essere meno aggressive e comunque in linea con quanto previsto e scontato dai mercati.

Fulcro della settimana il board della Bce, il mercato aveva già messo in conto un aumento dei tassi di 75 punti base che portano il tasso di riferimento al 2%, ma cresce l’aspettativa di un prossimo approccio meno aggressivo per il futuro da parte di Francoforte, di fronte ai crescenti timori di recessione e ai segnali in arrivo dalla Fed. Gli investitori si aspettavano novità sul tema Tltro, mentre non sono arrivati annunci relativi al quantitative tightening, su cui il dibattito è in corso.

A stemperare le tensioni sui mercati anche l’elezione di Rishi Sunak, terzo inquilino di Downing Street in due mesi, che si è impegnato a ripristinare la fiducia e a guidare la Gran Bretagna fuori dalla crisi economica e dalla tempesta finanziaria delle ultime settimane, mal gestite dal precedente Governo.

I nuovi bond governativi sotto la lente

A livello di mercato sale l’attesa degli investitori per il prossimo Btp Italia annunciato la scorsa settimana, che dovrebbe avere un ottimo “appeal” tra gli investitori per due fattori, il primo legato ad un interessante tasso minimo garantito in questa fase di mercato e secondo per una prospettiva interessante sulla parte variabile legata all’inflazione.

In questi giorni ha preso il via la tornata d’aste di fine mese, la prima dopo l’insediamento del nuovo esecutivo e quindi sotto i riflettori. Si è partiti con Btp short e Btpei, offerti per un importo massimo di 4 miliardi di euro. Poi è stata la volta del Bot semestrale, messo a disposizione per 6 miliardi, mentre nel collocamento a medio-lungo in agenda venerdì il Tesoro offrirà fino a 7,5 miliardi in tre titoli tra cui il nuovo decennale maggio 2033, 4,4% di cedola con Isin IT0005518128.

Davide Iacovoni, responsabile per la gestione del debito italiano, ha detto che per l’anno in corso le necessità di funding sono gestibili anche se il governo decidesse ulteriori interventi di spesa “marginali” per la crisi energetica.

Buona la risposta dai mercati con il Btp breve, Isin IT0005499311 incrementato di 2,5 miliardi con cedola dell’1,75% e prezzo di 98,29 che esprime un rendimento a scadenza del 2,87%. Sui Btpei con scadenza 2026 e 2033 incrementi per 750 milioni ciascuno.

E’ ancora in corso di emissione, dato che l’offerta si concluderà venerdì 28 ottobre. Il bond sostenibile dell’Uruguay, con cedola step up/down legata al raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati,  tuttavia, è già un successo sul piano dell’interesse suscitato sui mercati finanziari. Anzitutto, perché è il secondo al mondo ad essere emesso da uno stato dopo il Cile nei mesi scorsi. L’obbligazione è denominata in dollari, così da attirare capitali dal resto del mondo. Scade nel 2034, per cui debutta con una durata di 12 anni ed offre una cedola del 5,75%, ma qualora gli obiettivi di sostenibilità (KPI) non fossero centrati, il bond  offrirebbe cedola per gli anni successivi al 2025 e fino alla scadenza, una maggiorazione dello 0,15% per ciascun obiettivo non rispettato (step up). Viceversa, per ciascun obiettivo centrato e superato di un ammontare prestabilito la cedola sarebbe ridotta dello 0,15% (step down). Rating BBB.

Era assente dai mercati internazionali dei capitali da quasi un anno, l’ultima emissione risaliva, infatti, al novembre dello scorso anno. L’Arabia Saudita si è riaffacciata con un nuovo bond in dollari a dieci anni. Ha così raccolto 2,5 miliardi, elevati gli ordini, i quali complessivamente hanno raggiunto i 26,5 miliardi. Il bond in dollari a dieci anni ha offerto un premio di 155 punti con un rendimento del 5.55%. Inizialmente, erano stati previsti rendimenti a +180 punti. Il bond in dollari del regno è molto allettante, il rischio di credito teorico è molto basso perchè parliamo di uno stato che vanta un debito pubblico inferiore al 30% del PIL e che con il rialzo delle quotazioni petrolifere chiuderà quest’anno il bilancio in attivo. I bond in dollari sauditi, poi, stanno crescendo di peso negli indici obbligazionari, chiaramente a discapito di quelli russi, assenti a causa della crisi geopolitica tra Russia e Occidente.

Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori

Sul fronte corporate vi è stato un buon interesse, soprattutto perché le nuove emissioni hanno delle cedole che sembravano impossibili fino a pochi mesi fa e delle scadenze medie.

Tra queste la Südzucker International Finance, società tedesca leader mondiale nel settore dello zucchero, ha collocato  un nuovo sustainability bond con scadenza a 5 anni, il 31 ottobre 2027. Prime indicazioni di rendimento in area 237.5-250 punti base sopra il tasso midswap, abbassate  a 220 punti base a chiusura del collocamento, con ordini raccolti vicino ai 900 milioni di euro. Il bond sostenibile paga una cedola annua lorda del 5.125%, prezzo 99.471 equivalente a un rendimento a scadenza del 5.248%. Lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila rating Baa3/BBB-, Isin XS2550868801 ammontare 400 milioni di euro. Il prezzo d’emissione si è indebolito sul grey market verso quota 99.

Dopo Cdp Reti, anche il Credito Sportivo è tornato sul mercato primario. La banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura controllata all’80% dal Mef  ha collocato un social bond a tasso fisso di tipo senior (Isin XS2541422395) con un ammontare di 300 milioni di euro; la banca ha ricevuto richieste per oltre 390 milioni di euro. La durata è di 3 anni, la scadenza 31 ottobre 2025. Il social bond inaugurale offriva 200 punti base di premio sul Btp triennale, per chiudere a 190. L’obbligazione è stata emessa al prezzo di 99.859, con una cedola del 5.25%. Il nuovo titolo avrà un rating un notch inferiore ai titoli di stato (BBB-/BBB) e un taglio minimo di 100mila euro, il prezzo d’emissione si è mantenuto costante anche nel grey market.

Sempre molto attive sul mercato le società francesi, con la Pernod Ricard, che produce e commercializza bevande alcoliche. Il gruppo è uscito con due titoli “Esg” per complessivi 1,1 miliardi di euro. Sulla scadenza 2028 l’emissione è di 600 milioni con cedola 3,25%, Isin FR001400DOV0 e prezzo di 98,784; si sale al 3,75% per la scadenza 2032 con 500 milioni ed Isin FR001400DP44 con prezzo di 98,527. Entrambi i titoli hanno ben performato sul grey market con un recupero tra i 30 ed i 50 centesimi. Taglio minimo 100mila euro con multipli di 100mila

AXA Banque Europe ha collocato un’obbligazione covered bond dell’ammontare di 750 milioni di euro. L’obbligazione, con rating AAA, è stata collocata con un rendimento di 16 punti base sul tasso miswap e ha scadenza 3 novembre 2026. Considerato il rating dei covered, la cedola è interessante al 3% con prezzo d’emissione di 99,555. Isin FR001400DNT6  con taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila.

Multiscadenza in dollari per Hsbc con tre titoli con taglio da 200k+1k. Cedola del 7,336% per la prima scadenza 2026 da 1.75 miliardi con Isin US404280DQ93; si sale al 7,39% sulla scadenza 2028 per 2,25 miliardi con Isin US404280DR76, ed infine 8,113% su due miliardi a scadenza 2033, Isin US404280DS59, rating dell’emittente A3/A-/A+.

Raiffeisen Bank Zrt, la sesta banca più grande della Repubblica Ungherese e la quinta unità di rete del Gruppo Raiffeisen Bank International, sta studiando una nuova emissione obbligazionaria senior preferred a tasso variabile, ammontare atteso 300 milioni di euro. Rating Baa3.

Probabile emissione anche per Invitalia che ha concluso il road show per presentare un social bond da 350 milioni con scadenza tre anni. Il board di Eni ha approvato un nuovo programma che prevede emissioni fino a tre miliardi di euro.

Dopo le turbolenze delle scorse setimane vi è stato un recupero sul secondario dei bond del Credit Suisse, mentre l’azione si è indebolita per l’uscita dei dati e l’annuncio di un rafforzamento patrimoniale da effettuarsi attraverso un aumento di capitale da quattro miliardi di Franchi Svizzeri di cui 1,5 dovrebbe essere sottoscritto dalla Banca Nazionale Saudita. La banca venderà anche la società americana di cartolarizzazione ai gruppi d’investimento Usa, Pimco ed Apollo; inoltre a rafforzare il gruppo anche un taglio previsto di 2,5 miliardi di costi, circa il 15% del totale.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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