Rischi inaccettabili

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di Redazione 8 Settembre 2008 | 07:45
Dopo l’intervento della Federal housing financial agency, che ha assunto il controllo di Fannie Mae e di Freddie Mac, le borse asiatiche, a parte la solita borsa cinese che questa mattina ha toccato il record di -60% di perdita da inizio anno, nell’attesa di comprendere i veri costi del salvataggio festeggiano con rimbalzi che in alcuni casi sono da record.

Dopo l’intervento della Federal housing financial agency, un organo della Tesoreria USA, che ha assunto il controllo di Fannie Mae e di Freddie Mac, acquistandone le azioni privilegiate e ponendo entrambe le società in amministrazione controllata, il presidente George W. Bush ha dichiarato che il commissariamento dei colossi dei prestiti ipotecari Freddie Mac e Fannie Mae è stato deciso a causa dei rischi inaccettabili per l’economia che avrebbe comportato il loro fallimento.

L’intervento di salvataggio delle due agenzie semigovernative che finanziano quasi la metà dei mutui americani, per un totale di 12 mila miliardi di dollari, secondo il Congresso potrebbe costare allo Stato americano e quindi ai contribuenti 26 miliardi di dollari. Noccioline rispetto ai rimborsi fiscali di 168 miliardi di dollari generosamente elargiti ai contribuenti e ai 100 miliardi di dollari di costo minimo stimato dalla comunità finanziaria.

L’equivoco sul costo del salvataggio deriva dall’idea che il costo si limiti al valore delle azioni privilegiate delle società da salvare e dalle indicazioni della Securities and Exchange Commission con cui si evince che allo scorso 30 giugno erano in circolazione circa 36 miliardi di dollari di azioni privilegiate delle due società.

Le borse asiatiche, a parte la solita borsa cinese che questa mattina tocca il record di -60% di perdita da inizio anno, in attesa di comprendere i veri costi del salvataggio festeggiano con rimbalzi che in alcuni casi sono da record.

In altre circostanze il dollaro dopo una notizia del genere avrebbe dovuto subire un tracollo, perché non dobbiamo dimenticarci che il salvataggio dei garanti dei mutui implica una svalutazione del dollaro, visto che sarà necessario stampare cartamoneta a piene mani.

Posso capire e apprezzare il rialzo delle borse, ma mi chiedo: Chi sta vendendo petrolio e materie prime a piene mani in cambio di carta che sarà, per necessità, sempre meno rara ?

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