Corsa a due velocità

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Avatar di Redazione 12 Settembre 2008 | 15:30
Graham Birch, managing director e portfolio manager di BlackRock, è a capo del Natural Resources Team, e in merito alla corsa del petrolio e dell’oro non sembra avere dubbi. Il greggio si prepara a vivere una fase di consolidamento, mentre l’oro si manterrà su livelli di prezzo elevati. E agli investitori interessati al mondo delle commodity, Birch consiglia nel lungo periodo l’investimento in azioni di imprese del settore.
Per il FMI «la spirale tra crisi finanziaria ed economica colpirà duramente l’Europa». A un anno dallo scoppio della crisi subprime quali previsioni si possono fare sul futuro dei mercati?
Non è mai semplice individuare il momento di inversione di un trend economico. Di sicuro, ogni giorno che passa, siamo 24 ore più vicini alla ripresa delle attività economiche dell’Eurozona e degli Stati Uniti.
 
Il petrolio negli ultimi mesi ha superato la soglia dei 125 dollari al barile. L’oro è andato oltre i 950 dollari l’oncia. Siamo di fronte a due corse senza sosta?
No, non stiamo assistendo a due corse senza sosta. Il petrolio si prepara a registrare una forte frenata della domanda. Il che fa supporre che assisteremo a un periodo di consolidamento del prezzo del greggio. Per quanto riguarda l’oro, invece, è forse più probabile che i prezzi si mantengano nel medio periodo su livelli elevati.
In generale, considerando l’andamento del settore delle materie prime, quali sono le commodity sulle quali investire?
Finora nel 2008 le migliori performance nell’ambito delle materie prime sono state registrate dalle cosiddette “bluk commodities” che includono minerali come il carbone e il ferro. Questi minerali registrano una forte domanda, soprattutto da parte delle imprese siderurgiche asiatiche. Una via per beneficiare della crescita delle commodity è l’investimento diretto in azioni di compagnie come Rio Tinto, Vale e BHP Billiton. Anche i metalli preziosi, comunque, hanno offerto buoni risultati quest’anno, grazie alla forte richiesta registrata. I metalli non preziosi, invece, hanno fatto segnare maggiori alti e bassi, subendo l’impatto della flessione economica americana. 
 
E sul fronte “agricolo” ed “energetico”, quali sono le vostre previsioni?
Le commodity legate all’agricoltura sono rimaste “solide” ed è molto probabile che si rivelino ancora “solide” in futuro. Il mercato energetico, invece, ha registrato nuovi record, sempre trainato dalla domanda asiatica. E le condizioni attuali sembrano confermare un tale andamento con la crescita economica di Cina e India che compensa le perdite registrate in altri paesi.
 
Considerando un tale scenario, quali sono oggi i rischi legati all’investimento in commodity?
Il mercato delle commodity è un mercato molto volatile, soggetto a molti alti e bassi. Gli investitori che non amano la volatilità dovrebbero quindi evitare sia le commodity, sia le azioni delle imprese legate al mondo delle materie prime.
 
La volatilità oggi è un tema caldo. E’ difficile da controllare e anche da prevedere. Che ruolo possono svolgere le commodity all’interno di un portafoglio?
Ci sono diverse operatori che possono dimostrare matematicamente che le commodity possono portare molti benefici alla diversificazione del portafoglio. Nonostante la volatilità del settore, le materie prime registrano alti e bassi differenti rispetto al resto del mercato riducendo quindi la volatilità complessiva del portafoglio. Se non si analizza ogni singolo portafoglio è impossibile, però, valutare l’impatto dell’esposizione al mercato delle commodity. Le azioni delle imprese legate alle risorse naturale offrono, rispetto all’investimento diretto in commodity, meno benefici alla diversificazione del portafoglio. Ma, nel lungo periodo, offrono performance migliori. 

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