L’Era dell’abbondanza

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di Redazione 9 Settembre 2008 | 07:30
Chi come me pensa che il cambio del dollaro contro euro debba avere qualcosa a che fare con i mille miliardi di cui si dovrà far carico il bilancio del governo americano non ha capito niente…

In questa fase storica il governo americano potrebbe stampare 150 miliardi di dollari ogni mese, distribuirli alla popolazione in forma di sussidi e continuare ad avere la borsa più performante da inizio anno (circa -13% contro il -22% medio delle borse europee e il -60% della borsa cinese) e contemporaneamente avere anche la divisa più “potente” (circa +11% negli ultimi 2 mesi contro tutte le altre valute, pari a un +75% annuo tendenziale).

Basta poco per primeggiare, basta che il tuo governo sia ancora in grado di incutere timore ai produttori di petrolio. E poi tutto il resto del mondo venderà la propria borsa per comperare la tua e getterà dalla finestra la propria divisa per riempirsi le tasche della tua. E tu dovrai solo preoccuparti di stamparla giorno e notte per far fronte alle richieste.

Si, ma come si fa a incutere timore ai produttori di petrolio? Esportando democrazia su larga scala? Ma no ! Basta convincere il mondo che siamo all’inizio di una nuova era dell’abbondanza petrolifera.

McCain alla convention che lo ha incoronato come candidato alla presidenza, ha promesso di dare immediatamente il via libera alle trivellazioni al largo delle coste degli Stati Uniti per trovare nuovi pozzi. E non appena ha annunciato le sue intenzioni la platea è esplosa in un’ovazione liberatoria ed è partito il coro “Drill, baby, drill” vero leit motiv di tutta la convention. I delegati dell’Alaska addirittura indossavano il caschetto bianco degli operai delle piattaforme petrolifere e incitavano a perforare anche le riserve naturali del loro Stato.

E i “poveri” arabi, che a quanto pare si guarderanno bene dal ridurre le estrazioni che viaggiano già da tempo al limite fisico della capacità dei pozzi?
Gli arabi (ossia gli Emirati Arabi Uniti) hanno chiesto agli Stati Uniti luce verde per l’acquisto di un sistema di difesa antimissile costruito dalla Lockheed Martin con la Raytheon per “difendersi” dall’Iran.

Il Pentagono deve notificare al Congresso la vendita che ha un valore di sette miliardi di dollari. Una volta informato il Congresso ha 30 giorni di tempo per dare luce verde.
E’ raro che la richiesta di acquisto venga bocciata, e questa volta scommetto che il Congresso acconsentirà a tempo di record.

La moneta unica nella notte e’ scesa ai minimi dell’ultimo anno e agli europei il petrolio costa il 10% in più rispetto agli americani. In fondo era quello che volevamo. O no?

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