Dopo Fannie e Freddie

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di Marco Mairate 9 Settembre 2008 | 10:00
La semi nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac, di fatto, sposta il problema dei mutui alla nuova amministrazione che verrà eletta in novembre. In questo senso poche indicazioni si hanno sulle future scelte che Democratici e Repubblicani vorranno prendere a riguardo: una cosa è certa la corsa alla Presidenza è sempre più serrata, e la designazione della Senatrice dell’Alaska, Sarah Palin (nella foto), sembra un punto a favore dei Repubblicani.

Intervista a Cole Kendall, amministatore di Understandig the Market, società di consulenza statunitense per investitori istituzionali.

BFC: Dopo conferme smentite alla fine è arrivata la nazionalizzazione di Fannie e Freddie da parte del Tesoro Usa.

C.K: Come avevamo anticipato da tempo, Fannie e Freddie continueranno a fornire in qualche modo liquidità al mercato dei mutui: la domanda che resta irrisolta è come verranno colpiti i creditori.

BFC: Scegliendo la strada della Conservatorship, l’amministrazione Bush sembra aver solo procrastinato una soluzione definitiva al problema del mercato immobiliare…

C.K: Si, l’attuale amministrazione ha deciso di tenere in vita le due entità fino a quando il prossimo governo non sarà insediato, momento in cui verrà presa una soluzione definitiva al problema.
 
BFC: Quali saranno le posizioni dei due leader a riguardo?

C.K: E’ cosa certa che le due possibili amministrazioni, Obama e McCain, troveranno soluzioni diverse tra loro. Sicuramente Barack si dimostrerà più vicino alla ‘causa’ di Freddie e Fannie di quanto non lo sia il Senatore McCain. Ma credo comunque che, salvo errori, nella prossima amministrazione, le cose dovrebbero tornare alla normalità nel mercato dei mutui. Se da un lato lo spread tra il bond trentennale e quello decennale è ancora molto ampio (100 bps o più) il mercato immobiliare sembra stia tornando lentamente alla normalità.

BFC: Torniamo alla politica, cosa dicono i sondaggi dell’ultima settimana?

C.K: Il grande vantaggio dei Democratici sta lentamente evaporando. Le quotazioni di Obama, pagato 1 dollaro se dovesse conquistare la presidenza, sono rapidamente scese a 0,51 dollari in caso di vittoria. La nomina della Senatrice Palin come Vicepresidente sembra aver rafforzato la posizione dei Repubblicani. In un testa a testa come quello tra Obama e McCain, la cosa più importante è riuscire a convincere i propri elettori ad andare a votare. Per questo motivo, la storica contrapposizione di McCain verso il partito Repubblicano (McCain è da sempre considerato un politico indipendente e non sono un mistero i suoi screzi con l’attuale Presidente George W. Bush) certo non aiuterà la sua fama tra gli elettori repubblicani. Gli attacchi dei media e dei Democratici alla nomina della Palin alla vicepresidenza, darà comunque ai Repubblicani un motivo per votare McCain.

BFC: Una battuta sui mercati finanziari, ieri protagonisti di un rally molto importante

C.K: Come abbiamo già sottolineato in passato, ogni crollo del mercato rappresenta per noi un’opportunità di acquisto. Certo la strada per giungere alla fine di questa crisi è ancora lunga e zeppa di insidie.

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