Mine vaganti

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di Redazione 12 Settembre 2008 | 07:45
E’ ormai chiaro che il GDP cinese sarà soggetto ad un ribilanciamento significativo tra la componente investimenti e la componente consumi, e che contestualmente il Giappone è pronto a raccogliere la sfida di trovare un sostituto agli Stati Uniti pronto ad acquistare i propri prodotti di qualità.

L’Asia è arrivata al punto del non ritorno. Mentre in Cina le vendite al dettaglio crescono del 23.2% ad agosto, in Giappone l’economia segna un tonfo, il peggiore degli ultimi sette anni visto che il governo ha reso noto che il Pil in aprile-giugno ha avuto un crollo annuo reale del 3%, a fronte del -2,4% precedente. Nel confronto con i primi tre mesi dell’anno, la flessione è dello 0,7%, contro lo 0,6% della prima lettura. Per l’economia nipponica è la prima contrazione in quattro trimestri e la più ampia dal -4,5% di luglio-settembre 2001.

E’ ormai chiaro che il GDP cinese sarà soggetto ad un ribilanciamento significativo tra la componente investimenti e la componente consumi, e che contestualmente il Giappone è pronto a raccogliere la sfida di trovare un sostituto agli Stati Uniti pronto ad acquistare i propri prodotti di qualità.

Vi state chiedendo, quali prodotti il Giappone venderà alla Cina?

Il premier laburista Kevin Rudd, ha dichiarato ieri che l’Australia deve essere preparata a rispondere ad una emergente corsa alle armi nella regione dell’Asia-Pacifico, e le forze armate, specie navali, dovranno essere potenziate per affrontare la sfida : “Osserviamo un significativo rafforzamento degli eserciti di nazioni a noi vicine. Dobbiamo assicurarci il giusto mix di capacità per affrontare ogni contingenza”, “Militarmente, l’Asia-Pacifico è diventata una regione molto più conflittuale, per fattori economici e politici, dovremo prepararci per le nuove sfide di sicurezza dell’energia e per l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare e idrica di lungo termine”.

Il mondo aveva imparato a convivere che le “esportazioni di democrazia” di Bush & soci, che tutto sommato sono sempre stati molto prevedibili nelle loro iniziative. Ma all’orizzonte sta spuntando una mina vagante.

Ieri sera Sarah Palin ha debuttato in Tv dichiarando che è pronta all’incarico che le ha offerto John McCain e che se le circostanze lo rendessero necessario, anche a prendere il posto del presidente. Subito dopo ha mandato un avvertimento al di là dello stretto di Bering: l’America vuole l’estensione della Nato ad altri paesi ex sovietici e se la Russia facesse un bis dell’invasione della Georgia, è pronta anche alla guerra.

I Cinesi si stanno organizzando, prima che Sarah si arrabbi troppo per una fornitura di rossetti scaduti.

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