Private Banking: Monaco a prova di crisi

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di Marco Mairate 12 Settembre 2008 | 10:00
Il 19 novembre 2005, il Principe Alberto Alexandre Louis Pierre Grimaldi (nella foto), è salito al trono del Principato di Monaco con il nome di Alberto II. Inizia così la seconda vita del principato fatta di turismo, arte, cultura ma anche lusso, azzardo e soldi…

Il private banking, business atto a raccogliere e gestire i patrimoni di privati più o meno facoltosi, è in crisi in tutta Europa o quasi. Se infatti i private banker si lamentano di come è sempre più difficile raccogliere soldi presso i privati anche quando riescono a racimolare qualche ‘milione’ di euro, questi inevitabilmente finiscono nei conti liquidità o in qualche strumento monetario che assicura sonni tranquilli al cliente e margini risicati per la banca.

Esistono però dei baluardi che non risentono di alcuna crisi, nemmeno in tempi bui come quelli che stiamo attraversando oggi. Si tratta di Montecarlo, Principato di Monaco, meno di due kilometri quadrati di cemento, yacht e auto di lusso, incastonati nella splendida cornice della Cote Azur.

Da sempre considerato buen ritiro di ricconi di tutto il mondo nonché uno dei paradisi fiscali più gettonati dell’Europa meridionale, Monaco ha vissuto alti e bassi nella sua lunga storia di banca d’Europa.

Negli anni il Principato ha dovuto più volte riciclarsi da meta del turismo Vip di mezzo mondo a cassaforte dei gioielli di famiglia e viceversa. Oggi che anche l’offhsore non ‘tira’ più come una volta (vuoi per le diverse iniziative della UE a ostacolare o raffreddare l’attività dei paradisi fiscali, vuoi per l’incentivo di molti paesi a rimanere onshore) Monaco comunque continua a mantenere un suo posto di riguardo nei paradisi fiscali d’Europa.

Proprio qui, HSBC, una delle più grandi banche internazionali, da olte vent’anni ha stabilito il suo fortino per il private banking di alta gamma con risultati più che soddisfacenti.

Secondo quanto riportato dal numero uno delle branch monegasca, Gerard Cohen, l’attività di private banking del principato ha raccolto 4,4 miliardi di mezzi freschi dall’inizio del 2008 alla fine di luglio. Il dato è entusiasmante se si considera che globalmente il private banking di HSBC ha raccolto 14,5 miliardi di dollari.

Secondo il manager, arrivato a Monaco nel lontano 1988, i flussi di denaro arrivano per lo più da clientela onhsore nonostante la tradizione di paradiso offhsore: “stiamo registrando flussi in entrata bilanciati tra capitali off e onshore  – spiega Cohen – anche la Famiglia Reale ha scelto la nostra banca come depositaria della propria fortuna”. Infatti il fondo pensione costituito dai reali Carolina, Stephanie e Alberto, i tre figli del defunto Principe Ranieri di Monaco, è gestito proprio dalla banca britannica.

Secondo il World Wealth Report 2008, redatto da Merrill Lynch  Capgemini, nel 2008 la disponibilità nella mani degli HNWI (persone che dispongono di asset finanziari per oltre 1 milione di dollari) era pari a 40,7 trilioni di dollari; cifra che entro il 2012 dovrebbe raggiungere i 59,1 trilioni. Mercati permettendo.

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