Asset allocation, parola d’ordine: approccio prudente

Aviva Investors, la divisione globale di asset management di Aviva Plc, ha rivisto marginalmente al rialzo le proiezioni di crescita sulla base della solidità dei dati di inizio 2023.

Tuttavia, i rischi rimangono orientati al ribasso, soprattutto in alcune delle principali economie sviluppate. Sebbene i prezzi dell’energia siano diminuiti ed il conflitto in Ucraina è ancora in grado di provocare shock negativi. Inoltre, l’impatto dell’inasprimento monetario non ha ancora manifestato pienamente i propri effetti e, sebbene i picchi dei tassi di riferimento siano vicini, potremmo non essere ancora arrivati a quel punto.

Nonostante i recenti avvenimenti, Aviva Investors non ritiene che le recenti difficoltà bancarie siano paragonabili alla situazione del 2007/08, quando le banche erano decisamente più patrimonializzate e non si erano verificate bolle creditizie equivalenti. Gli ultimi fallimenti del settore riguardano più probabilmente la qualità della gestione piuttosto che un vero rischio sistemico per il settore finanziario. Tuttavia, l’aumento dei tassi di interesse metterà in risalto vulnerabilità del sistema che non si sono ancora manifestate.

Vi è comunque la possibilità di una lieve recessione in alcune aree, anche se probabilmente di breve durata dal momento che i bilanci del settore privato sono in condizioni ottimali, prescindendo così la necessità di un lungo periodo di correzione.

Tuttavia, a meno che l’inflazione sottostante non registri un riavvicinamento significativo verso il target, il periodo di contenimento della domanda potrebbe risultare più difficoltoso o duraturo, implicando politiche restrittive più durature da parte delle banche centrali.

Si prevede che l’inflazione complessiva si ridurrà ulteriormente nei prossimi mesi e, sebbene ad un ritmo più lento, anche l’inflazione di fondo.

I rischi sono orientati al rialzo. Le banche centrali rimarranno caute e vigili fino al consolidamento di tale rialzo, tuttavia monitoreranno anche le condizioni finanziarie nel loro complesso. Tali condizioni si sono inasprite seguendo le fluttuazioni bancarie, portando ad una rivalutazione al ribasso dei picchi dei tassi di riferimento.

Le incertezze di questo contesto macro fanno sì che la volatilità dei mercati finanziari rimanga elevata.

I punti di svolta sono sempre associati all’incertezza, ma le recenti esperienze hanno dimostrato che questo periodo possa essere particolarmente veloce e in rapida evoluzione. In queste circostanze è opportuno adottare un approccio d’investimento prudente, fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza.

Michael Grady, Head of investment strategy and Chief economist di Aviva Investors, ha dichiarato: “Dopo più di un decennio di tassi d’interesse prossimi allo zero e di quantitative easing, non dovrebbe sorprendere che ci sia una carenza di preparazione verso un contesto di tassi più elevati. I bilanci del settore finanziario sono più solidi rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria globale e le autorità di regolamentazione richiedono alle banche riserve di capitale e di liquidità molto più elevate. Inoltre, alcune importanti regole e miglioramenti strutturali dovrebbero stabilizzare anche le “Shadow Banks”.

“Tuttavia, la fiducia può svanire rapidamente. In un mondo di banche digitali, i depositi possono essere bloccati molto più facilmente che in passato. Rimaniamo quindi cauti sul breve termine, tenendo a mente la stabilità finanziaria.

“È a causa della rapida ripresa dal Covid-19, favorita dagli stimoli fiscali e aggravata dalle ripercussioni sull’offerta, che le banche centrali si sono trovate a dover gestire un eccesso di domanda e un’inflazione ben al di sopra del target. La finalità dell’aumento dei tassi non è quello di causare difficoltà finanziarie, ma di attenuare la domanda nel breve periodo e poter garantire un risultato sostenibile di crescita e inflazione nel lungo periodo.

“Considerando il contesto macro economico particolarmente sfidante, l’unica certezza è il mantenimento di alti livelli di liquidità. Fino al 2022, i titoli azionari e il credito hanno sperimentato un repricing e i tagli dei tassi potrebbero risultare conveniente. Per il momento, però, l’inflazione mantiene i policymakers su posizioni vigili, per quanto un certo allentamento sia già previsto, mantenendoci neutrali sui titoli di Stato. Siamo sostanzialmente neutrali sul dollaro, ma un eventuale rallentamento della crescita rappresenterebbe comunque una sfida per i cambi dei paesi emergenti”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!