Caos Lehman, dollaro in calo!

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di Redazione 15 Settembre 2008 | 07:45
Venerdì scorso avevamo richiamato l’attenzione sulle opportunità offerte dalle price action di mercato, dopo i movimenti estremi delle ultime 4-5 sedute, che offrivano occasioni evidenti di trading anche se attraverso il presupposto essenziale di buttarsi con una buona dose di coraggio.

Si aveva infatti la sensazione che l’Euro potesse crollare, insieme alla sterlina e a quasi tutti i carry trades. Ma si era anche arrivati su livelli insostenibili nel breve periodo e le occasioni sembravano eclatanti. Ebbene, come molti ricorderanno avevamo mostrato il grafico di NzdJpy, vicino ai minimi significativi degli ultimi anni e avevamo parlato degli eccessi di GbpJpy. La caduta dei carry trades sembrava offrire una occasione quasi irripetibile di acquisto di medio termine, per sfruttare il differenziale di tasso, ma è altrettanto vero che appare assai difficile riuscire ad aprire posizioni contro trend con una volatilità come quella vista nelle ultime sedute.

Venerdì il mercato si è girato improvvisamente, trascinato dalle notizie relative ai timori degli effetti devastanti dell’uragano Ike, nonché dalle notizie legate alla crisi dell’Istituto Bancario Usa Lehman Brothers, su cui circolano voci non proprio rassicuranti. Ebbene,  l’Eurusd si è velocemente ripreso con massimi venerdì sera intorno a 1.4325, mentre il cable si è addirittura avvicinato a 1.80 con GbpJpy a 193.00 e NzdJpy intorno a 72.00 dopo aver toccato 68.75 nella giornata di giovedì.

Sembrava potessimo assistere a qualche momento di pausa ed invece questa notte la tensione è esplosa dopo le voci circolanti secondo cui Bank of America e Barclays, che erano i maggiori indiziati per il salvataggio di Lehman, avrebbero abbandonato la trattativa non avendo ricevuto sufficienti garanzie dal Governo Usa, il quale non si sarebbe detto disponibile ad intervenire a sostegno dell’operazione. Quindi Lehman Brothers potrebbe essere sempre più vicina alla richiesta di “backruptcy protection”. Per tale ragione i mercati valutari hanno aperto con “tremendi” gap, inusuali per il nostro mercato, non abituato storicamente e per caratteristiche intrinseche legate all’enorme liquidità solitamente disponibile, ad aprire con “buchi” di questa entità. Soprattutto la volatilità non ha uguali con oscillazioni che lasciano a bocca aperta. EurUsd da 1.4225 ha aperto in gap a 1.4325 e ha toccato un massimo a 1.4481 ritracciando poi in pochi minuti stamani a 1.4355. I carry trades oscillano in range di 200 punti in pochi minuti e si ha la sensazione che tutto possa succedere.

Tecnicamente l’Eurusd è già arrivato, nel breve su dei punti importanti in area 1.4500 e anche se appare essenzialmente ipercomprato, è così ancora ipervenduto nel medio che ogni possibilità deve essere considerata. Non possiamo escludere neppure movimenti verso 1.5000 pur considerando che i movimenti di questa notte potrebbero anche ritracciare in area 1.4225, cioè dove l’avevamo lasciato venerdì scorso.

Si passa da un eccesso all’altro con una velocità inattesa e l’unico suggerimento attendibile è quello di detenere in portafoglio posizioni di dimensioni ridotte.

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