Non é un paese per vecchi

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di Redazione 16 Settembre 2008 | 08:30
Nel 1844 il ventitreenne Henry Lehman, figlio di un mercante di bestiame, emigrato negli Stati Uniti da Rimpar, in Baviera, si stabilì a Montgomery, Alabama, dove aprì un negozio di prodotti tessili e di abbigliamento, “H. Lehman”. Nel 1847 in seguito all’arrivo di Emanuel Lehman, il nome della società divenne “H. Lehman and Bro.” Con l’arrivo del loro fratello minore, Mayer Lehman, nel 1850, la società cambiò nuovamente il suo nome e venne fondata la “Lehman Brothers”.

Negli Stati Uniti meridionali del 1850, il cotone era una delle colture più importanti. Facendo conto sull’alto valore di mercato del cotone, i tre fratelli cominciarono ad accettare abitudinariamente il cotone grezzo dai clienti come pagamento per la merce, iniziando così una seconda attività commerciale sul cotone. Entro pochi anni questo affare crebbe fino a diventare la parte più significativa della loro attività […]

A New York, il 15 settembre 2008, poco prima dell’una del mattino, Lehman Brothers Holdings ha annunciato l’intenzione di avvalersi della protezione in caso di bancarotta di cui al Chapter 11 […] (da http://it.wikipedia.org/wiki/Lehman_Brothers)

Per uno strano scherzo del destino è il Giappone, salvatosi ieri grazie alla festività del “Rispetto degli Anziani” a pagare più duramente per il fallimento dei “vecchietti” di Wall Street, visto che nell’istanza fallimentare, il primo della lista, per ammontare dovuto, è Aozora Bank Ltd. di Tokio, con un prestito bancario di $463 milioni seguito da Mizuho Corporate Bank Ltd., cui Lehman deve $382 milioni.

La Banca centrale del Giappone (Boj) è nuovamente intervenuta iniettando liquidità nei mercati per un valore pari a 1.000 miliardi di yen (6,7 miliardi di euro). L’azione supplementare segue di poche ore quella da 10 miliardi di euro decisa questa mattina con lo scopo di stabilizzare i mercati.

Anche l’intervento dei “vecchi saggi” cinesi deciso ieri è servito a poco: il taglio del tasso base di 27 punti base e l’alleggerimento della riserva obbligatoria relativamente ad alcuni istituti di credito, in misura pari ad un punto percentuale (100 punti base) è servita a poco visto che l’indice di Shanghai questa mattina è precipitato sotto i 2000 punti, perdendo due terzi del proprio valore dal massimo di ottobre segnato ad oltre i 6000 punti.

L’attuale crisi finanziaria e’ la più grave da 50 anni e forse da un secolo a questa parte. Ad affermarlo e’ il “grande vecchio” , ossia l’ex presidente della Fed, Alan Greenspan, secondo il quale la crisi in atto e’ ancora lontana dall’essere terminata e che prevede che saranno ancora diverse le istituzioni finanziarie a soccombere.

Chi meglio di lui può conoscere questa crisi?

Al destino, come sappiamo, non manca il senso dell’ironia (Morpheus, “Matrix).

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