La Fed non taglia!

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di Redazione 17 Settembre 2008 | 08:00
Una giornata di passione vera quella che abbiamo vissuto ieri, con le più disparate notizie che rimbalzavano sugli schermi delle televisioni finanziarie, dal possibile nuovo fallimento di Aig, all’eventualità che la Fed potesse prendersi in carico parte dei debiti dell’Istituto, mentre contemporaneamente mai tanta attesa e se vogliamo pressione vi è stata sulla Banca Centrale americana, alle prese con una delle decisioni più difficili degli ultimi anni vista la situazione finanziaria di molti Istituti.

Le oscillazioni a cui abbiamo assistito sono veramente da mercati in panico con liquidazioni continue di posizioni di carry trades per quasi tutto il giorno, con un rimbalzo violento finale che ha dato respiro ai traders, ai mercati azionari che hanno chiuso in positivo e soprattutto che ha permesso di ritrovare un poco di serenità alla fine di una giornata che molti ricorderanno.

La Fed ha lasciato i tassi invariati dimostrando di non voler cedere alla tentazione di “panicare” come stavano facendo gli investitori e i mercati, ma cercando di rimanere ferma ai suoi principi e alle sue precedenti dichiarazioni, ovvero che i tassi sono già accomodanti, che la congiuntura è estremamente debole, con l’inflazione che è ancora un pericolo.

Ebbene dopo una reazione inizialmente negativa, è tornata un poco di fiducia con chiusure che lasciano sperare qualcosa di buono per oggi.
Per quel che riguarda il mercato valutario, si assiste paradossalmente ad una correlazione estrema tra UsdJpy ed Eurusd, dovuta evidentemente alla necessità per molti fondi Istituzionali di liquidare ancora posizione long carry trades, per cui allo scendere di Usdjpy assistiamo alla contemporanea discesa di Eurusd quando la normale correlazione dovrebbe portare invece a movimenti contrari, ovvero a discesa di UsdJpy dovrebbe corrispondere contemporanea ripresa di EurUsd e viceversa.

L’altro aspetto che dovrebbe far riflettere è che ad un peggioramento deciso della congiuntura Usa corrisponde una ripresa generalizzata del biglietto verde, apparentemente movimenti illogici, ma dettati ovviamente sempre dalla liquidazione dei carry trades che portano a vendere tutti i cross contro Yen, euro e sterlina compresi, in quantità ingenti e quindi anche Eurusd e GbpUsd vengono venduti contemporaneamente.


EURUSD DAILY

Per l’Eurusd siamo su livelli di congestione di medio termine compresi tra i minimi di 1.3885 e 1.4485 e probabilmente resteremo in questo range con altissima volatilità per qualche tempo, ben sapendo che questa crisi generalizzata durerà ancora del tempo e ben sapendo quindi che ogni notizia sarà in grado di spostare i prezzi con una certa intensità.

Certamente la condizione di ipervenduto degli oscillatori farebbe presupporre un rimbalzo tecnico significativo che però per il momento è solo sulla carta e ha dimostrato di non avere forza.

Pensavamo, in tutta onestà che l’Euro avrebbe fatto segnare un violento rialzo segnalando il fatto che per il dollaro sarebbero stati tempi duri, ma evidentemente è prematuro parlare di caduta del dollaro.
Stiamo alla finestra cercando di individuare, nei grafici di breve, qualcosa che possa aiutarci nell’operatività.

NZDJPY DAILY

Altrettanto interessante sembra il grafico di NzdJpy che non sembra molto lontano da quello di Eurusd, a dimostrazione di quanto dicevamo sulla correlazione tra carry trades e la coppia principale.

Il raggiungimento del minimo degli ultimi 5 anni a 67.80 e la successiva chiusura superiore con un rimbalzo violento lascia aperta la strada ad una fase di congestione tra la media mobile a 21 giorni passante a 72.90 e il minimo di ieri, con oscillazioni che saranno presumibilmente assai volatili, ma è chiaro che a questo livelli, se si osserva il tutto da un punto di vista di investimento di medio termine, è vantaggioso, sia in termini di differenziale di tassi, sia in termini di rapporto di cambio, acquistare dollari neozelandesi perché acquistando oggi tra un anno il prezzo di carico sarà intorno ai 65 yen per dollaro, un bel “comprare” visto che a febbraio del 2008 chiunque si “scannava” per acquistare NzdYen a 88.00.

Infine segnaliamo che i dati Usa hanno mostrato flussi di capitali in uscita rispetto al mese precedente per la prima volta da molto tempo a questa parte, mentre dall’Europa è uscito uno Zew migliore delle attese.

I dati sull’inflazione inglese hanno evidenziato una crescita preoccupante tanto che la Boe si è affrettata a comunicare che farà di tutto per contrastare l’inflazione stessa. Segnaliamo che i tassi in Gran Bretagna sono ai livelli più bassi degli ultimi anni.

Per quel che riguarda il breve termine riteniamo che i carry trades possano vivere fasi di recupero alternate a momenti di declino anche violento per cui occorre guardare ai movimenti del UsdjPy per capire quello che succede. Il cambio in questione potrebbe tentare di salire verso 107.00 da dove ci aspettiamo nuovamente dei sell off verso 104,00 mentre l’Eurusd dovrebbe seguire con movimenti in rialzo verso 1.4250 1.4300 per poi nuovamente scendere, insomma una fase alterna.

NzdUsd e AudUsd stanno dando segnali di recupero verso 0.6700 e 0.8050 mentre Cable ed EurGbp si muoveranno in modo asincrono a seconda dove andrà Eurusd. EurYen e GbpJpy oscilleranno presumibilmente tra 148.50 e 152.00 e 186.50 e 192.00. EurNzd dopo il massimo di ieri sembra destinata ad un periodo di oscillazioni laterali tra 2.10 e 2.16

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