FED e Tesoro USA a corto di liquidità, a Wall Street altri 3 istituti in crisi

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di Redazione 18 Settembre 2008 | 09:00
Giornata di vendite per le piazze finanziarie, gli enti governativi Americani dopo aiuti ed interventi si ritrovano a piedi, e come se non bastasse adesso all’orizzonte spuntano altri tre istituti in difficoltà. Londra e la Svizzera sembrano seguire la scia statunitense, con il sistema finanziario europeo che pur penalizzato dagli altri mercati, fino ad adesso, sembra tenere. Ma un terremoto sistemico senz’altro si estenderà anche all’esterno, e purtroppo o fortunatamente, può essere una via per la ripresa.

Mercoledì in rosso per i principali listini mondiali, nel vecchio continente l’EuroStoxx ha chiusura delle contrattazioni segna il -2,26%, andata leggermente peggio a piazza affari, dove l’S&P MIB chiude la giornata perdendo il –2,52%.

Peggio è andata oltreoceano, a Wall Street il Dow Jones a fine seduta registra il 4,06%. Ancora colpito duramente dalle vendite il comparto finanza, con il BlueIndex che perde il -8,20%.

Un’altra seduta all’insegna delle cattive notizie: la FED ed il Ministero del Tesoro americano sembrano ora mai aver prosciugato tutte le risorse a disposizione. Forse era da aspettarselo, dato che solo negli ultimi 10 giorni hanno di fatto assunto il controllo di tre colossi americani: Fannie Mae,  Freddie Mac ed Aig con un esborso di decine di miliardi di dollari.

Ma la cosa che più preoccupa il mercato è che all’orizzonte si intravedono altri istituti in crisi e a rischio. In primis Washington Mutual, anche se già corrono notizie che lo stesso governo americano ha preso contatto con alcuni istituti statunitensi che dovrebbero procederne con l’acquisizione, soluzione che però sembra ardua da mettere in pratica, data la poca trasparenza sull’esatta situazione di bilancio di Washington Mutual. 
Le altre due vittime possibili, anche se in maniera ridotta, sembrano essere Goldman Sachs e Morgan Stanley, secondo il New York Times i due istituti di Wall Street sarebbero già alla ricerca di capitali freschi.

La situazione futura vede quindi la Federal Reserve ed il  Ministero del Tesoro americano neutralizzati, nel bel mezzo di un terremoto finanziario. L’unica via d’uscita per Wall Street sembra quella degli aiuti dall’estero, anche se con l’attuale situazione sarà particolarmente difficile vedere banche straniere investire i propri capitali in banche o società finanziarie di cui non si conosce l’esatta situazione.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 93,85 EUR -5,20%
American Express Nyse 33,04 USD -8,4%
Anima Borsa Italiana 1,14 EUR -4,04%
Axa Euronext 19,825 USD +0,30%
Azimut Borsa Italiana 5,44 EUR -0,89%
Banca Generali Borsa Italiana 5,44 EUR -0,89%
Bank of NY Mellon Nyse 33,1 USD -12,2%
Barclays Lse 22,6 USD -2,41%
BlackRock Nyse 188 USD -11,3%
BNP BNP 56,19 EUR -3,27%
Citigroup Inc Nyse 14,03 USD -10,9%
Credit Agricole Euronext 11,775 EUR -2,52%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 45,9 CHF -2,71%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 49,14 EUR -5,66%
Dexia Euronext 8,228 EUR -5,65%
Fortis Euronext 6,681 EUR -9,59%
FT Inv. Nyse 89,4 USD -5,65%
Goldman Sachs Nyse 114,5 USD -13,9%
Henderson Lse 115,75 GBp -0,21%
HSBC Investments Lse 801 GBp -4,61%
ING Euronext 17,35 EUR -4,93%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,4775 EUR -3,78%
Invesco Nyse 22,78 USD -5,94%
Janus Capital Group Nyse 21,41 USD -8,15%
Jp Morgan Nyse 35,77 USD -12,1%
Julius Baer Swiss Market Exchange 60,45 CHF -1,39%
Legg Mason Nyse 35,49 USD -9,92%
Man Group Lse 443 GBp -3,74%
Mediobanca Borsa Italiana 9,3 EUR -2,42%
Mediolanum Borsa Italiana 2,945 EUR -2,68%
Morgan Stanley Nyse 21,75 USD -24,2%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,682 EUR -1,58%
Natixis Euronext 2,49 EUR -0,4%
Nordea bank Omxnordicexchange 80,9 SEK -2,41%
Raiffeisen Wiener Borse 60 EUR -3,38%
Schroders Lse 951,5 GBp -3,15%
Skandia (Old Mutual) Lse 81,7 GBp -3,19%
State Street Nyse 64,75 USD -9,75%
Ubs Swiss Market Exchange 15,7 CHF -5,65%
Unicredit Borsa Italiana 3,18 EUR -8,33%

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