Ma Vaffanbanca!

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di Redazione 19 Settembre 2008 | 08:00
Finchè infatti il mercato non cambierà atteggiamento e non capirà che in qualche modo anche i cambi dovranno mutare i propri rapporti di equilibrio a causa del crack finanziario di alcune banche che erano solite occupare le prime pagine per ben altre vicende, non possiamo chiedere di meglio.

Ci scusiamo con l’amico Lorenzo Marconi per avere utilizzato il titolo del suo libro (presentazione settimana prossima presso la sede storica di RCS in via Solferino, chi fosse interessato ci contatti che intercediamo per un ingresso), ma ci sembra che l’espressione possa fotografare correttamente lo stato d’animo di chi si trova ad operare sui mercati finanziari.
In realtà, tutta questa volatilità, tutta questa confusione si sta rivelando una vera pacchia per i day traders.
Finchè infatti il mercato non cambierà atteggiamento e non capirà che in qualche modo anche i cambi dovranno mutare i propri rapporti di equilibrio a causa del crack finanziario di alcune banche che erano solite occupare le prime pagine per ben altre vicende, non possiamo chiedere di meglio.
Alta (per usare un eufemismo) volatilità giornaliera senza direzionalità, significano grandissime probabilità di intascare profitti senza correre rischi eccessivi.
Nella splendida pellicola dal titolo “qualcosa è cambiato” (oscar come attore protagonista sia per Jack Nicholson che per Helen Hunt) un misantropo apparentemente inguaribile trova un nuovo equilibrio per cause fortuite che lo costringono a confrontarsi con situazioni di disagio a lui fino ad allora sconosciute; alla stessa stregua riteniamo che il mercato valutario dovrà per forza prima o poi adeguarsi ai differenti ritmi (ed agli effetti delle misure straordinarie) degli altri mercati.
Ecco perché ci sembra opportuno porre l’accento sulle possibili ripercussioni di medio termine di tali straordinarie misure (ossia sulla possibilità di un dollaro più basso) anche se, nel breve, il posizionamento di mercato eccessivamente sbilanciato negativamente sul biglietto verde potrebbe fungere da potente detrattore.
Ponendo l’accento sul breve periodo non possiamo non riportare i fatti più significativi delle ultime ore. I mercati equity americani hanno mostrato un buon recupero (S&P +4.32%, Nasdaq +4.78%, Dow Jones +3.86%) sulla scia dei report che vedono la Fed, il Tesoro ed il Congresso impegnati a cercare una soluzione reale della crisi finanziaria cui stiamo assistendo: molto probabilmente si cercherà di costituire una sorta di fondo che avrà il compito di incorporare i “bad debts” (estrapolandoli così dal sistema finanziario).


Ulteriori accorgimenti arrivano dalla SEC, che ha stanziato delle nuove regole più stringenti circa una tipologia particolare di vendite allo scoperto, definite “naked short selling” ovvero la vendita senza prima aver ottenuto il prestito del titolo, (per chi volesse approfondire http://www.sec.gov/news/press/2008/2008-204.htm) e dall’inglese FSA (Financial Services Authority) la quale ha annunciato, anch’essa, restrizioni sulle vendite allo scoperto. Come non indicare inoltre l’espansione della linea di cross-currency swaps effettuata ieri dalle maggiori banche centrali nei confronti della Federal Reserve con l’obiettivo di effettuare massicce iniezioni di liquidità sul dollaro per mantenerlo, o meglio, cercare di mantenerlo in una posizione di non debolezza nei confronti delle altre valute mondiali.
Ma vediamo qualche punto interessante a cui provare a fare trading in questo “pazzo” mercato.

Cominciando dall’onnipresente eurodollaro non possiamo che notare come in 24 ore lavorative il cambio abbia messo a segno il 4% di variazione salendo velocemente ieri mattina al massimo di 1.4540 e calando con un ritmo costante: il cambio, in questo movimento di discesa (lo si vede su un grafico a 10 minuti), è compreso all’interno di un canale che nel breve fornisce un supporto a 1.4111 (coincidente perfettamente con il secondo pivot point di giornata) ed una resistenza a 1.4270 (non lontano dalla media mobile esponenziale a 100 periodi).
Un dollaro in salita stabile è possibile ritrovarlo anche nel secondo cambio preferito dal mercato, il dollaro yen. Qui il movimento, ovviamente, è stato speculare rispetto a quello dell’eurodollaro, con una salita da 104 a 107, in questo momento. Ora per avere qualche livello interessante dobbiamo utilizzare un grafico giornaliero, da cui notiamo che l’estremo superiore del canale di discesa ribassista iniziato a 110.60, ad agosto, passa oggi per 108 figura. Il primo supporto è individuabile prossimo a 105.
Il cambio EurGbp ha messo ieri a segno la decima candela ribassista in undici giornate di trading… è innegabile quindi il momento di ripresa della moneta di Sua Maestà. Il target di questo movimento è da ricercare nei pressi di 0.7810, mentre la resistenza ad una ripresa del cambio (e livello a cui comprare sterline) può essere suggerita a 0.7940.
Rimanendo in ambito di sterline, ma nei confronti del dollaro, suggeriamo un supporto prossimo a 1.7960 ed un possibile livello di resistenza a 1.8250. Nei confronti dello yen invece la sterlina ha spazio di arrivare oggi sino a 194 (sulla scia di una ripresa di fiducia del mercato). Il supporto in questo caso è posto a 190 figura: ci rendiamo conto della lontananza dai prezzi attuali ma data la volatilità del cambio in queste ultime settimane (ricorderete le 6 figure in salita di martedì!) i livelli inevitabilmente tendono ad allargarsi.


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