Piano del Tesoro USA, non convince gli americani

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Avatar di Redazione 22 Settembre 2008 | 09:00
Mentre in Italia cominciano ad uscire i primi dati sui danni creati dal default di Lehman Brothers, oltre oceano il ministro del tesoro USA, Henry Paulson, ha presenziato ai Talk Show americani, con lo scopo di spiegare il progetto da 700 miliardi di dollari per salvare Wall Street. Piano che però sembra non piacere a molti, da Obama fino ad arrivare ai blogger finanziari statunitensi.

Chiusura di settimana positivo per le piazze finanziarie, i listini hanno scontato la notizia del maxi piano di salvataggio proposto dal ministero del tesoro americano. Nel vecchio continente l’EuroStoxx vola, chiudendo la giornata a +8,42%. Inferiore, ma pur sempre positiva, la giornata a piazza affari, con l’S&P MIB che chiude a +3,35%. Record anche a Wall Street, con il Dow Jones che a chiusura delle contrattazioni segna il +8,2%.

A spingere a rialzo i listini mondiali il comparto bancario, che dopo una settimana nera, vede tornare gli acquisti. Il BlueIndex, indice dei titoli del risparmio gestito, chiude l’ultimo giorno della settimana in forte guadagno, +13,37%.

Giornata interessata maggiormente dal piano di salvataggio presentato dal tesoro americano, un progetto che avrà come obiettivo quello di rastrellare tutti i titoli marci, legati ai subprime, presenti sul mercato. Il numero uno del tesoro americano, Paulson, ha spiegato che tale piano costerà all’america 700 miliardi di dollari, e che è già stato presentato al congresso, che in teoria dovrebbe approvarlo entro la giornata di mercoledì. Interessanti sono state le parole di Paulson a riguardo delle società straniere, che secondo il ministro del tesoro, rientreranno nel piano si salvataggio, con la condizione che operino negli USA e dispongano di personale americano.

Tuttavia proprio in queste ore cominciano à manifestarsi le prime contestazioni, in primis quella di Obama, che ha accusato l’amministrazione Bush di volere far pagare un prezzo “strabiliante” ai contribuenti. Il candidato alla casa bianca ha anche affermato che attualmente all’america servirebbe “un piano di incentivi economici per le famiglie, che salvi posti di lavoro ed eviti dolorose riduzioni del budget“. A manifestare il loro dissenso anche le community di finanza americana, che giudicano l’operazione come un fardello per gli americani, che secondo alcuni calcoli, dovrebbero sborsare circa 300 dollari a testa, per poter sostenere i 700 miliardi di dollari del progetto Paulson.

Dai blogger di Wall Street tuttavia sono arrivate anche contestazioni sul divieto delle operazioni di Short Selling, secondo le community americane non rientrano tra le cause dell’attuale crisi. Nel blog “Is not the short” Matthew Goldstein del Business Week rileva infatti che il 17 settembre lo short-selling sul titolo Goldman Sachs era del 2,5% sul flottante, su Morgan Stanley il 2,6% e su Citigroup l’1,3%.

La settimana che ci attende sarà particolarmente delicata per i mercati, il piano Paulson da una parte sembra essere l’ultima ancora di salvezza per la ripresa, dall’altra, il piano, estremamente oneroso per i contribuenti USA, sembra non avere l’appoggio completo dell’america.
L’unica cosa certa è che c’è un controsenso, fino a venerdì pomeriggio nessuno sapeva l’esatto importo dei titoli spazzatura, improvvisamente venerdì c’è sul tavolo la richiesta di 700 miliardi di dollari. Le cose sono due, o il ministero del tesoro ha dati estremamente precisi, oppure anche stavolta il piano è ad occhi bendati, con la conseguenza che il prossimo ministro del tesoro si troverà a metà del rastrellamento senza più un soldo in tasca.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 101,06 EUR +9,72%
American Express Nyse 40,4 USD +7,10%
Anima Borsa Italiana 1,247 EUR +13,1%
Axa Euronext 24,65 USD +21,2%
Azimut Borsa Italiana 6,17 EUR +9,28%
Banca Generali Borsa Italiana 6,17 EUR +9,28%
Bank of NY Mellon Nyse 35,7 USD +13,0%
Barclays Lse 32,5 USD +16,3%
BlackRock Nyse 210 USD +1,04%
BNP BNP 68 EUR +17,5%
Citigroup Inc Nyse 20,65 USD +24,0%
Credit Agricole Euronext 14,4 EUR +26,3%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 56 CHF +18,6%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 57,88 EUR +9,00%
Dexia Euronext 10,506 EUR +22,5%
Fortis Euronext 8,02 EUR +17,3%
FT Inv. Nyse 108 USD +15,6%
Goldman Sachs Nyse 129,8 USD +20,1%
Henderson Lse 134 GBp +15,0%
HSBC Investments Lse 919,5 GBp +15,5%
ING Euronext 20,39 EUR +21,2%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,94 EUR +11,1%
Invesco Nyse 27 USD +12,6%
Janus Capital Group Nyse 28,38 USD +17,1%
Jp Morgan Nyse 47,05 USD +16,7%
Julius Baer Swiss Market Exchange 67,3 CHF +10,6%
Legg Mason Nyse 40,45 USD +9,32%
Man Group Lse 470 GBp +15,9%
Mediobanca Borsa Italiana 9,92 EUR +7,13%
Mediolanum Borsa Italiana 3,235 EUR +7,55%
Morgan Stanley Nyse 27,21 USD +20,6%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,973 EUR +13,1%
Natixis Euronext 3,07 EUR +25,3%
Nordea bank Omxnordicexchange 91,9 SEK +13,4%
Raiffeisen Wiener Borse 65,2 EUR +17,0%
Schroders Lse 1089 GBp +12,6%
Skandia (Old Mutual) Lse 82,4 GBp +19,4%
State Street Nyse 60,45 USD +2,45%
Ubs Swiss Market Exchange 21 CHF +31,6%
Unicredit Borsa Italiana 3,58 EUR +13,5%

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