USA: soluzione finanziaria versione 6.0

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Avatar di Marco Mairate 22 Settembre 2008 | 14:00
Il piano salva-mutui presentato dall’amministrazione di George W.Bush non convince del tutto. A parte l’impegno finanziario richiesto ai contribuenti americani, il progetto rischia di essere un mero trasferimento di debiti dalle banche al Governo che in cambio emetterà nuovo debito. Bluerating ha intervistato Cole Kendall per avere un quadro più preciso sulla situazione.

BFC: Cosa ne pensa del piano annunciato dal Governo Americano per salvare la finanza?

C.K: Rispondo con un esempio. Gli scrittori di software sono soliti etichettare le versioni dei programmi con dei numeri che indicano una  nuova revisione del programma originale. Secondo le nostre stime questa probabilmente è la versione 6.0 (la soluzione del Governo ndr) ovvero questo è un primo tentativo alla sesta versione della medesima soluzione.

BFC: Quali sono state le ‘versioni’ precedenti?

Durante la versione 1 fino alla  versione 5 la Fed ha cambiato le regole di discount window (letteralmente la possibilità per alcune istituzioni di finanziarsi direttamente con la Fed ndr), ha creato la Term Auction Facility (TAF),  ha avuto un ruolo chiave nella vendita di Bear Stearns, ma non ha fatto lo stesso per Lehman Brothers e successivamente con Freddie e Fannie e AIG.

BFC: Perché crede che il piano annunciato da Bush non sia definitivo?

C.K: Il piano annunciato nel weekend è solo una bozza (per questo lo zero dopo il punto decimale) e può cambiare di non poco a seconda dell’influenza dei lobbisti e dei leader del partito Democratico. La versione 6.1 e la 6.2 potrebbero essere notevolmente differenti tra loro.

BFC: Il piano non mi sembra convincerla molto…           

CK: Ci sono alcune contraddizioni importanti nella versione 6.0. Il piano prevede che il governo prenda a prestito 700 miliardi di dollari per acquistare titoli legati ai mutui da qualsiasi istituzione finanziaria che abbia la propria sede legale negli Stati Uniti.

Quindi il Tesoro dovrebbe emettere debito (titoli di debito governativi ndr) e successivamente comprare i debiti dalle istituzioni finanziarie; presubilmente il Tesoro acquisterà questi titoli ad un prezzo compreso tra quello di mercato e il fair value. Alla fine nel sistema finanziario ci sarà la stessa quantità di debito, ma con un cambiamento nella sua composizione.

Le banche si troveranno ad avere più titoli del Tesoro e meno asset rischiosi ma non si aggiungeranno nuovi asset al sistema. Molto probabilmente questo permetterà alle banche di avere meno rischio nei propri bilanci e supportare così il loro capitale di base. Il Tesoro, a differenza del The Resolution Trust Corporation, avrà  poco tempo per ‘impacchettare’ e vendere il debito da mutui che hanno comprato.

Assumendo che il sistema finanziario non collassi, l’eccesso di unità abitative della prima metà del decennio dovrebbe essere smaltito nel prossimo anno o due. Grazie ai tassi di interesse contenuti, al calo degli spread con il takeover di Freddie e Fannie, alcuni titoli legati al mercato immobiliare potrebbero ritrovare valore dal 2010 o quasi, permettendo così al Tesoro di raggiungere il break-even o forse conseguire qualche profitto dall’operazione.

Ma questa manovra è ancora in fase di studio. Alcuni Democratici propongono la versione 6.1, aiuti per i proprietari di abitazioni per miliardi di dollari. Washington è piena di esempi di leggi secondarie che prevedono la concessione di fondi per una grande varietà di attività decorrelate dal problema iniziale.  Con tre anni di tassi sotto il 2%, il costo della manovra per il Tesoro è modesto se ci sarà qualsiasi notizia positiva nel mercato dei titoli legati ai mutui. Ma la versione 6.1 potrebbe costare molto di più, e molto probabilmente portare alla versione 7.0

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