Investitori in una “Barbieland” obbligazionaria

Gli spread creditizi sono ormai tornati prossimi ai valori di un anno fa, il che potrebbe indurre gli investitori a domandarsi quanta strada ancora gli resti da compiere. Guardando l’aspetto positivo, è chiaro che i rendimenti delle obbligazioni investment-grade, arrivati al 5,7%, abbiano raggiunto il loro picco su base annuale, il che ha determinato un aumento della domanda sul fronte corporate, in particolare sul mercato delle nuove emissioni.

“Tuttavia, gli investitori dovrebbero porsi il dubbio di stare vivendo in una Barbieland obbligazionaria, con il mondo reale in agguato fuori dalla bolla, in attesa che si rompa”. Parola di Natalie Trevithick, responsabile delle strategie US Investment Grade di Payden & Rygel, che di seguito spiega nei particolari la view.

Inoltre, è possibile che il governo statunitense sia stato in grado di elargire miliardi di dollari in aiuti, mentre la Fed forniva ai mercati finanziamenti in linea teorica gratuiti che hanno innescato un’inflazione persistentemente alta, poi scesa al 2% senza alcuna conseguenza? Oppure è probabile che le pressioni determinate da costi di finanziamento elevati, margini in calo e domanda in rallentamento finiranno per colpire le obbligazioni societarie?

Pensiamo che la performance dei mercati obbligazionari possa rispecchiare il successo del nuovo film di Barbie, che ha superato il miliardo di dollari di incassi a livello globale e continua a registrare ottimi risultati, anche se in calo. Riteniamo, infatti, che il mercato delle obbligazioni societarie abbia ancora un po’ di forza in questo rally: per gli investitori è un buon momento per staccare qualche cedola nel credito investment-grade, che potrebbe servire come allocazione difensiva del portafoglio se fossimo costretti a lasciare Barbieland e tornare alla realtà in uno scenario di atterraggio più accidentato.

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