Un sasso nello stagno

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di Redazione 23 Settembre 2008 | 07:30
Oggi i giornali titolano:”Il petrolio s’infiamma. Il piano di salvataggio messo a punto dall’amministrazione Bush non riuscirà a scongiurare la recessione”. Mentre due giorni fa i quotidiani titolavano:”il petrolio cala a causa della inevitabile recessione”. Quello che è certo è che c’è grossa confusione e soprattutto grossa crisi.

E’ divertente leggere i titoli dei commenti di agenzia in riferimento alla giornata di ieri : “Il petrolio s’infiamma. Il piano di salvataggio messo a punto dall’amministrazione Bush non riuscirà a scongiurare la recessione”.

Ma scusate, sino a 2 giorni fa titolavate “il petrolio cala a causa della inevitabile recessione”. Mettetevi d’accordo, se decidete che è la recessione e non la carenza di prodotto a far scendere o salire il petrolio, per cortesia non usate le argomentazioni per entrambe le direzioni, perché altrimenti chi vi legge pensa che state tirando a indovinare.

Questa mattina qualcuno di voi si troverà poi a leggere anche “Il petrolio impazzisce: rialzo record – Per il greggio l’aumento sfiora i 30 dollari in una sola seduta” e rimarrà un pochino dubbioso vedendo lampeggiare il valore 109 e qualcosa sullo schermo.

E’ vero, il petrolio è aumentato di circa il 6% in un giorno e contemporaneamente il dollaro ha perso quasi il 3% rispetto all’euro, ma quello che è aumentato di 30 dollari era un pugno di contratti derivati che scadevano ieri. Qualcuno vendeva petrolio allo scoperto e qualcun altro ha “castigato” il venditore (o i venditori) costringendolo a ricoprirsi ad un prezzo molto fantasioso. Fatevene una ragione. E’ solo un gioco e i giocatori ogni tanto si fanno qualche piccolo dispetto.

Altra affermazione simpatica tratta dalle notizie di agenzia del mattino “Ad affossare il dollaro sono le quotazioni del petrolio in rialzo”. Ma come sino a ieri era il petrolio che si deprezzava a causa del dollaro in rialzo. Da ieri è cambiato tutto? E’ il petrolio che affossa il dollaro e non il piano di salvataggio del sistema finanziario americano da 700 miliardi di dollari messo a punto dal segretario al Tesoro, Henry Paulson, piano che potrebbe far lievitare il tetto del debito pubblico Usa del 6,6% a 11.300 miliardi di dollari?

Anche lo yuan questa mattina ha avuto un rialzo record verso il dollaro. Sarà colpa del latte avvelenato ? O della telefonata di George W. Bush a Hu Jintao (telefonata che curiosamente ha avuto grandissima eco in Cina, comparendo come prima notizia del telegiornale nazionale) in cui il capo di stato americano chiede ai cinesi, detentori di oltre 500 miliardi di dollari di U.S. Treasuries una mano per stabilizzare l’economia americana ?

Io vi confesso che, rispetto a quello che sta succedendo sui mercati, non ho nessuna risposta che possa durare più del tempo in cui si dissolvono le onde generate da un sasso tirato in uno stagno.

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