Dollaro in discesa!

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di Redazione 23 Settembre 2008 | 08:00
Che i nodi potessero venire al pettine per l’amministrazione Bush, sembrava certamente una eventualità quasi scontata, ma che ciò potesse accadere così in fretta, ovvero nel giro di una seduta, non era altrettanto facile da prevedere. Ciò che osserviamo, dall’inizio di questa settimana, è una uscita generalizzata dal biglietto verde, strutturale e costante, in cui solo la divisa Usa recita la parte della vittima predestinata. Si badi bene, il tutto non è per nulla forza di Euro, ma è solo debolezza generalizzata di dollaro.

La sensazione è che gli analisti, ma anche gli investitori, temono che il piano di salvataggio, se non spiegato in fretta e attuato con altrettanta rapidità, possa portare velocemente ad una situazione insostenibile con una soluzione per così dire ad interim, inefficace e dolorosa. Ricordiamoci infatti che siamo in piena campagna elettorale ed entrambi i contendenti cercano di mettere le mani avanti sulla questione del debito che ogni cittadino americano si dovrà accollare.

Intanto il quadro tecnico vede, per quel che riguarda l’Eurusd, la possibilità di salire anche fino a 1.4999, che rappresenta il 50% di tutta la discesa dai massimi sopra 1.6000 ai minimi sotto 1.3900.

Tra l’altro tale livello (1.5042) rappresenta l’obiettivo della S3 rialzista richiamata la scorsa settimana, cioè la media mobile a 100 giorni.
Solo allora ci potremo sbilanciare nel cercare livelli di acquisto di dollari e vedremo se questi livelli saranno anche confermati dalle notizie che possibilmente giungeranno dagli Stati Uniti relativamente ai dettagli del piano di salvataggio.
Anche i carry trades hanno continuato a salire in un movimento analogo a quello di Eurusd, solo ritardato dalla discesa del Usdjpy, che dopo il recupero dei giorni scorsi, ha ripreso a scendere.

Il grafico presenta una S3 rialzista confermata tecnicamente dalla rottura della media a 21 giorni a 194.50, anche se per ora il cross in questione non riesce a sfondare il 38.2% del ritracciamento di Fibonacci di tutto il movimento da 216 a 184.
Dopo le correzioni necessarie, potremmo vedere tale violazioni anche se non si deve escludere che una violazione di 190 riaprirebbe scenari negativi per la sterlina.

Per quel che riguarda il breve termine ci aspettiamo come detto la salita dell’Eurusd fino anche ai livelli sopraccitati per posi scendere in area 1.4500 nuovamente mentre il UsdChf non sembra farcela a salire ulteriormente e potrebbe scendere fino a 1.0600 nuovamente. UsdJpy verso 104.70 mentre il cable resta tra 1.8350 e 1.8650. EurChf che dovrebbe riprendersi dopo la caduta di ieri e ritrovarsi ancora in area 1.6000 mentre l’EurYen dovrebbe ritracciare dopo i guadagni degli ultimi giorni.

EurGbp in ripresa verso 0.8000 da dove ci attendiamo movimenti correttivi mentre AudUsd e NzdUsd non sembrano voler riprendere quota così come il UsdCad. EurAud ed EurNzd ancora in ripresa anche se questa volta crediamo sarà limitata.

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