Maxi piano USA, debito pubblico alle stelle, finanziato dai cinesi

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di Redazione 23 Settembre 2008 | 09:12
L’apertura di settimana ha visto di fatto svanire l’euforia di venerdì, il maxi piano USA per salvare Wall Street incomincia a destare sospetti. Il suo importo, che secondo alcuni analisti dovrebbe essere di molto superiore ai 700 miliardi di dollari, e l’esplosione del debito pubblico statunitense, che dovrebbe costringere l’america a chiedere l’aiuto ai paesi asiatici, Cina in testa.

Lunedì 22 settembre ha visto tornare le vendite sulle principali piazze finanziarie, dopo un fine settimana da record, ieri i listini finanziari sono tornati in terreno negativo. Il Dow Jones a Wall Street ha chiuso la seduta a –3,27%, leggermente meglio nel vecchio continente, con l’EuroStoxx a –2,21%. Anche piazza affari se la cava, con l’S&P MIB che ha chiusura delle contrattazioni segna il -1,57%. Giornata da dimenticare anche per il BlueIndex, l’indice rappresentativo dei titoli del risparmio gestito, ha chiuso in forte perdita –6,74%.

La causa della nuova ondata di vendite è il maxi piano di salvataggio USA, se al momento della sua presentazione aveva portato fiducia sui mercati, già ieri, parallelamente ad una maggiore chiarezza del progetto, lo stesso piano ha iniziato a destare preoccupazione.

Il maxi fondo, avrà lo scopo di rastrellare sul mercato una serie di strumenti finanziari. Per farlo pagherà tali strumenti con altri titoli, garantiti dallo stato americano, con lo scopo di tenerli congelati fino alla ripresa, per poi rivenderli. Tuttavia, oltre le solite visioni politiche, il piano Paulson presenta alcuni punti non chiari.

La prima incognita è l’importo del maxi fondo, l’attuale ministro del tesoro americano, Henry Paulson, ha comunicato che sarà di circa 700 miliardi di dollari, tuttavia secondo gli analisti, questo numero sarà abbondantemente superato.

Altro punto oscuro del maxi piano è l’elenco degli strumenti finanziari che saranno acquistati. Inizialmente si era parlato di attività illiquide detenute dalle banche, tuttavia il piano Paulson sembra intenzionato a far rientrare tra tali strumenti i titoli legati al mercato immobiliare, quelli in cui sono stati impacchettati i debiti delle carte di credito seconde chance, prestiti per l’acquisto delle automobili e leasing. Insomma più che un piano di salvataggio sembra un condono bancario, dove gli istituti si ripuliscono da qualsiasi tipo di Junk.

Ultimo punto, fondamentale, è il debito pubblico, secondo gli economisti una tale manovra incrementerà il debito pubblico statunitense, che dovrebbe arrivare a 11.000 miliardi di dollari. Il problema che attualmente, ed anche nell’imminente futuro, il sistema di risparmio USA non è in grado di finanziare tale debito. Tale situazione costringerebbe l’America a chiedere tali capitali all’estero, ed in particolar modo nei paesi asiatici come Giappone, India e Cina. E proprio l’ultima ipotesi sembra essere già in fase di attuazione, secondo le ultime notizie lo stesso Bush ieri ha parlato con il premier cinese Hu Jintao, che gli avrebbe assicurato il pieno appoggio della Cina.

Sul Maxi Piano Paulson sono state presentate alcune varianti, e quella di Christopher Dodd sembra la più interessante, il senatore statunitense ha proposto di affiancare, all’acquisto dei titoli Junk della banca, un corrispettivo numero di azioni della stessa banca, cosi da permettere al maxi Fondo, ed ai contribuenti, di entrare nel capitale strategico della banca e di poter trarre in futuro possibili profitti.

Per ora comunque il sentiment è che il Maxi Fondo salverà si Wall Street, ma una Wall Street che poi alla fine non sarà più americana, ma europea o asiatica.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 98,82 EUR -2,21%
American Express Nyse 37,29 USD -7,69%
Anima Borsa Italiana 1,37 EUR +10,4%
Axa Euronext 23,325 USD -5,37%
Azimut Borsa Italiana 5,845 EUR -4,65%
Banca Generali Borsa Italiana 5,845 EUR -4,65%
Bank of NY Mellon Nyse 32,28 USD -9,58%
Barclays Lse 26,26 USD -19,2%
BlackRock Nyse 188,75 USD -10,1%
BNP BNP 66 EUR -2,94%
Citigroup Inc Nyse 20,01 USD -3,09%
Credit Agricole Euronext 13,91 EUR -3,40%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 54 CHF -3,57%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 55,15 EUR -4,71%
Dexia Euronext 10,56 EUR +0,51%
Fortis Euronext 7,7 EUR -3,99%
FT Inv. Nyse 96,77 USD -10,3%
Goldman Sachs Nyse 120,78 USD -6,94%
Henderson Lse 128 GBp -4,47%
HSBC Investments Lse 866,5 GBp -5,76%
ING Euronext 19,25 EUR -5,59%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,85 EUR -2,28%
Invesco Nyse 24,38 USD -9,70%
Janus Capital Group Nyse 25,75 USD -9,26%
Jp Morgan Nyse 40,8 USD -13,2%
Julius Baer Swiss Market Exchange 66,3 CHF -1,49%
Legg Mason Nyse 37,56 USD -7,14%
Man Group Lse 433,5 GBp -7,76%
Mediobanca Borsa Italiana 9,94 EUR +0,22%
Mediolanum Borsa Italiana 3,2675 EUR +1,01%
Morgan Stanley Nyse 27,09 USD -0,44%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,945 EUR -1,42%
Natixis Euronext 2,95 EUR -3,90%
Nordea bank Omxnordicexchange 86,8 SEK -5,55%
Raiffeisen Wiener Borse 64,4 EUR -1,22%
Schroders Lse 1080 GBp -0,82%
Skandia (Old Mutual) Lse 82,2 GBp -0,24%
State Street Nyse 57,99 USD -4,06%
Ubs Swiss Market Exchange 20,8 CHF -0,95%
Unicredit Borsa Italiana 3,4925 EUR -2,36%

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