Così parlò Ahmadinejad

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di Redazione 24 Settembre 2008 | 08:30
“L’impero americano sta giungendo alla fine del suo cammino” Ha dichiarato il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad prendendo la parola all’Assemblea Generale dell’Onu.

Dopo avere accusato alcune potenze di “esercitare pressioni politiche ed economiche contro l’Iran”, il leader di Teheran ha ricordato che a suo avviso “queste stesse nazioni producono armi di nuova generazione e possiedono stock di armi che nessuna organizzazione internazionale sorveglia”.

Stock? Armi? Se si riferiva ad armi non convenzionali bisogna indubbiamente ammettere che le bombe (finanziarie) che gli americani hanno tirato indiscriminatamente al resto del mondo hanno fatto molti più danni fuori casa che in casa loro.
Europa, Cina, Giappone, Russia. Nessuno è scampato al bombardamento finanziario. Ma qualcuno sta cominciando a pensare che non ci saranno abbastanza Henry Paulson o Warren Buffet (il rimbalzo del mercato di questa notte è opera sua) per difendere ad oltranza gli Stati Uniti e i propri interessi.

Per ora l’opposizione della Russia ha fatto saltare la riunione dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania, in cui si dovuto discutere il programma nucleare dell’Iran.

“Non vediamo l’urgenza di discutere la questione in margine alla Assemblea Generale dell’Onu” hanno dichiarato da Mosca e Sean McCormack, portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dovuto chinare il capo ammettendo che “La riunione dei ministri del 5+1 non ci sara’“.

Le barricate intanto continuano a venire erette in ogni parte del mondo. Anche questa notte la Banca centrale del Giappone ha immesso nel sistema bancario liquidità per complessivi 1.500 miliardi di yen, pari a 10 miliardi di euro.

La Boj è intervenuta per il sesto giorno consecutivo di mercati aperti, nel tentativo di stabilizzare le turbolenze causate dalla bancarotta di Lehman Brothers, portando il totale della liquidità a 14.000 miliardi di yen, pari a quasi 100 miliardi di euro.

Sono costati decisamente cari i bonus miliardari dei banchieri d’ “affari propri”.

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