USA: soluzione finanziaria versione 6.2

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Avatar di Marco Mairate 25 Settembre 2008 | 10:30
Si stringono i tempi intorno al piano di salvataggio della finanza a stelle e strisce: mentre ogni giorno il progetto iniziale (versione 6.0) subisce modifiche, Bush e i vertici di Washington stanno portando avanti una campagna mediatica per convincere elettori e politiche che agire è molto meglio di non farlo. Cole Kendall, di Understanding the Market, spiega come il Governo potrà comprare 700 miliardi di dollari di mutui a rischio.

BFC: Cole sembra che il piano di salvataggio al vaglio del Congresso sia in corso di modifica giorno dopo giorno

C.K: La scorsa notte il Presidente Bush ha cercato di spingere il Congresso a prendere una decisione, e la proposta ha cominciato a prendere forma. L’ultima versione include una maggior regolamentazione per le banche, controlli sugli stipendi dei top manager e la possibilità di acquistare (da parte del Governo) quote delle compagnie che riceveranno sostegno dal governo. Dato che entrambi i candidati sono convinti della necessità di attuare il piano, confermata anche dal comunicato congiunto dei due candidati presidenziali, è forte convinzione che il piano verrà approvato a breve.

BFC: Ma allora quali sono ancora i dubbi intorno a questo piano?
C.K: La principale questione da risolvere è come il Tesoro acquisterà i mutui dalle banche. Consideriamo infatti un’obbligazione legata a un mutuo che scambia a un valore sotto la pari, con un “model price” di poco sopra il prezzo di mercato (a causa della mancanza di liquidità del mercato);

1.    Il Tesoro potrebbe pagare il prezzo di mercato
2.    Il Tesoro potrebbe pagare più del mercato ma meno del “model price”
3.    Il Tesoro potrebbe pagare il “model price”
4.    Il Tesoro potrebbe pagare più del “model price”

Nel primo caso (1), il rischio per la banca è minimo (più cash, meno carta a rischio) ma la banca soffre l’intera perdita a causa delle condizioni di mercato; nel secondo caso, la perdita per la banca è inferiore ma il Governo dovrebbe riuscire a generare un qualche ritorno dal miglioramento delle condizioni del mercato del credito; nel terzo caso la banca si trova in una situazione molto migliore e il Governo guadagna in funzione della ripresa del mercato immobiliare; nell’ultimo caso il Governo sostanzialmente fornisce uno sostegno addizionale alle banche.

Ovviamente la domanda chiave è cosa succede là dove il differenziale tra il prezzo di mercato e quello del modello è molto ampio; noi stiamo dalla parte di coloro che pensano che il prezzo di molti titoli sia basso per la scarsa liquidità (basta vedere il recente salto nello spread  tra i Fed Funds Treasury, è difficile pensare che questo non accada anche per i bond cono sottostante mutui).
La versione finale del piano sarà decisa dai politici, quindi è difficile fare previsioni fino alla data della firma.

BFC: a proposito dei due candidati, la sensazione è che né i Democratici né i Repubblicani abbiano una propria linea su come uscire da questa crisi…

C.K: Il Senatore McCain da qualche giorno ha sospeso la propria campagna elettorale per seguire più da vicino il piano salva mutui. Inoltre negli ultimi sondaggi il candidato repubblicano ha sofferto un calo dei consensi, e anche l’effetto convention è svanito rapidamente. Confermo che nessuno dei due candidati comunque ha una chiara idea di cosa fare, ma la crisi indebolisce soprattutto il partito al potere, e in questo caso sono i Repubblicani a soffrire.

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