Mercati: il cigno nero geopolitico indice la Fed alla cautela sui tassi

La Fed sembra essersi accorta che l’inatteso cigno nero geopolitco, ovvero del conflitto in Israele, associato al pesante rialzo dei rendimenti sul reddito fisso possano rappresentare di fatto un deterrente più incisivo del previsto su inflazione e crescita economica, e per voce di due suoi delegati ieri ha fatto pervenire messaggi concilianti al mercato in merito alla necessità di procedere nel breve ad ulteriori strette monetarie.

Così le probabilità di una nuova stretta monetaria in occasione della prossima riunione della Banca centrale si fanno ora più remote (siamo circa al 20% secondo il consensus di Bloomberg) innescando una reazione decisamente positiva non solo sui mercati azionari ma anche e soprattutto nell’ambito dei titoli di Stato che vedono i rendimenti dei biennali accusare la più brusca battuta di arresto dall’agosto scorso accompagnati da quelli decennali la cui contrazione è la più robusta da dicembre.

L’andamento dell’indice Msci World


A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

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