Ftse Mib, Dax ed Euro Stoxx 50: ecco i livelli cruciali da monitorate

E’ così è stato: come scritto nell’articolo della scorsa settimana, era proprio la chiusura della candela settimanale quella che avrebbe decretato per l’indice Ftse Mib l’inversione al ribasso ovvero la tenuta del trend rialzista.

Ebbene, il verdetto è stato una figura di candela settimanale detta doji ossia una figura neutra dunque e la conseguente tenuta del trend rialzista (Figura 1).

Fig 1. Future Ftse Mib – Grafico settimanale

Ma il fatto che il trend di lungo periodo sia rialzista significa che non invertirà? No. Significa che da qui o ripartirà forte (e questa volta si pensa definitivamente) al rialzo, mostrando le famose variazioni da +3%,+4%,+5% giornaliere consecutive di cui abbiamo sempre parlato oppure invertirà al ribasso.
Dipende da cosa faranno i prezzi in questa area: 28.000 punti, area cruciale.

Lo stesso vale per il Dax: se le sorti dell’indice italiano si giocano in area 28000, quelle dell’indice teutonico si giocano in area 15.500 punti circa. La rottura al ribasso, già fatta o da farsi passa dunque da qui (Figura 2).

Fig 2. Dax Index – Grafico settimanale

E il colpo di coda tanto auspicato dai rialzisti si è verificato in fine di scorsa settimana anche per l’indice Euro Stoxx 50: ciò a posto fine (temporaneamente?) alle spinte ribassiste ed non ha recato per ora pregiudizio al trend rialzista di fondo (Figura 3).

Fig 3. Euro Stoxx 50 Index – Grafico settimanale

Anche qui, come in tutti e tre i casi, per avvalorare il fatto che la tenuta del supporto dia un impulso rialzista ai prezzi occorre la prova del nove: rialzis giornalieri consecutivi da +3%,+4%,+5 per cento.

A cura di Fabio Pioli, trader, analista finanziario e ideatore di Miraclapp

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