Continuano i giorni di attesa

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di Redazione 26 Settembre 2008 | 08:00
Abbiamo già analizzato gli effetti cui potremmo assistere in caso di approvazione del “piano salva-America” presentato al Congresso americano, non ci resta che aspettare la decisione. Nel frattempo ci troviamo al cospetto di mercati che, rispetto agli eccessi mostrati nei giorni scorsi (per non dire settimane), sembra si stiano ridimensionando soprattutto dal punto di vista della volatilità.

Considerando che ci stiamo avvicinando ad un week end che probabilmente farà da spartiacque tra la settimana dei guai e quella delle probabili soluzioni a questi guai, tutto sommato riteniamo sia un fatto apprezzabile (almeno per le coronarie).

I dati pubblicati ieri in America rispecchiano una situazione economica preoccupante, con gli ordini di beni durevoli relativi al mese di agosto in netto calo rispetto al consensus di mercato (-4.5% contro attese di -0.5%) e le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione che hanno sfiorato le 500.000 unità, facendo registrare un +493.000, 38.000 unità in più rispetto al dato precedente. Anche il settore immobiliare non mostra dei miglioramenti, con la vendita di case esistenti attestatasi a 460.000 unità (contro attese maggiori di 500.000).

Oggi assisteremo invece alla release del Pil, ai dati relativi ai consumi personali ed all’indice redatto dall’Università del Michigan.
Nonostante questo continuo accumulo di brutte notizie provenienti da oltre-oceano, il dollaro sembra non voler mollare completamente, aiutato forse dal fatto che il mercato non è ancora riuscito a comprendere la futura evoluzione della situazione economico-finanziaria americana. Se a questo aggiungiamo le preoccupazioni relative a ciò che dovrà arrivare in Europa (ricordiamo che i dati di maggiore importanza pubblicati negli ultimi mesi continuano a non far sperare nulla di buono), possiamo concludere che i movimenti di EurUsd degli ultimi giorni possano ritenersi congruenti alla situazione.

Nella fase di incertezza in cui ci stiamo trovando abbiamo un cambio eurodollaro che appare particolarmente tranquillo, rispetto alle oscillazioni a cui siamo stati abituati le settimane passate. Possiamo suggerire come livelli interessanti di trading un primo supporto posizionato a 1.4560 (dato dal minimo relativo precedente e dal primo pivot di giornata) e, quello che consideriamo il livello ora più importante, 1.4460: questo è confermato addirittura da tre condizioni, secondo pivot point di giornata, supporto della regressione lineare dal minimo di 1.3885 e area di arrivo della media mobile esponenziale a 100 periodi. Come area invece di resistenza del cambio troviamo la zona compresa fra 1.4740 e 1.4770.



EurUsd- grafico 240 min

Il dollaro yen è ancora legato a doppio filo alle sorti delle borse: nella notte abbiamo assistito infatti alla discesa del cambio successivo a borse asiatiche di nuovo in perdita. Un livello a cui la discesa del cambio potrebbe fermarsi è suggerito da 105, mentre un’area di resistenza da 106.80.
Il cambio EurGbp dopo un minimo a 0.7850 ha ripreso una lenta strada di risalita: l’idea è che se il cambio riuscisse a passare l’ultimo livello di resistenza a 0.7990 andremmo con buona facilità a rivedere 0.8040, livelli comunque a cui non disdegneremmo comprare sterline data la lateralità del cambio degli ultimi mesi.
Non poteva non rafforzarsi il franco a seguito di una nuova ventata negativa sui mercati notturni: ora a 1.5895 vediamo come supporto fondamentale 1.5860. Per rivedere un euro in ripresa, invece, dobbiamo attendere chiusure al di sopra di 1.5970.
Anche alla tranquillità del cambio UsdCad non siamo per nulla abituati: siamo intorno ad un prezzo medio di 1.0340 dall’inizio della settimana: con questo trading range racchiuso all’interno di una configurazione a rettangolo non è difficile attendersi della volatilità su rottura ribassista del supporto a 1.0291 e rottura rialzista della resistenza a 1.04 figura.

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