La Chiesa si scaglia contro i ribassisti

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Il dibattito globale intorno allo stop dell’attività di short selling sta assumendo i contorni di una farsa. Dopo circa 59 anni dal’invenzione della vendita allo scoperto (attribuita ad Alfrd W.Jones) la Chiesa di Inghilterra scopre solo ora le implicazioni ‘morali’ di una tale attività e lancia anatemi contro gli speculatori paragonati a ladri di banche.

Avatar di Marco Mairate26 settembre 2008 | 11:15

Non si placa la diatriba intorno alle vendite allo scoperto. Dopo Governi, politici e autorità di vigilanza, ora anche la Chiesa di Inghilterra vuole dire la sua sulla questione.

La prima staffilata arriva dall’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che si è dichiarato a favore dello stop alle vendite allo scoperto. Gli fa eco John Sentamu, Arcivescovo di York, che rincara la dose e arriva a dire che chi fa soldi con il crollo delle quotazioni “è un ladro di banche e uno speculatore senza scrupoli”.

Il dibattito diventa ancora più divertente quando si viene a sapere (lo scrive il FT) che il fondo pensione della chiesa ha concesso in prestito azioni del suo patrimonio finanziario  (stimato oltre 10,1 miliardi di dollari) per effettuare operazioni di short selling.

Ma c’è di più. Qualcuno nella comunità hedge inglese sostiene che l’acredine della Chiesa verso i ribassisti sia in qualche modo collegata ai 13 milioni di sterline che i religiosi hanno investito in Man Group, colosso degli hedge fund quotato alla Borsa di Londra. Come è noto, negli ultimi cinque giorni il gruppo ha registrato ribassi importanti che hanno portato la sua valutazione ai minimi degli ultimi 12 mesi. Sui motivi di un tale crollo la perdita di fiducia del mercato per un modello di business, quello degli hedge, che sta soffrendo la peggior crisi della sua storia.

Fortunatamente, la FSA britannica ha incluso Man nel lungo elenco degli intoccabili (quei titoli su cui è vietata la vendita allo scoperto) per la tranquilità degli investitori, religiosi inclusi. Proprio questi ultimi difendono la partecipazione in Man Group (che sicuramente attraverso i suoi fondi non ha mai disdegnato la vendita allo scoperto) spiegando che non si tratta di un invstimento sui fondi speculaitivi ma solo sui titoli del gruppo. Ennesimo autogol: primo perchè se avessero investito nei fondi sicuramente avrebbero perso qualcosa meno di quanto fatto dal titolo in Borsa (-40% negli ultimi 12 mesi), secondo perchè comprare titoli Man al posto dei fondi è come dire – non speculiamo direttamente, ci limitiamo a speculare solo su chi specula –

Non solo hedge. I religiosi oltre a ‘diversificare’ i propri asset verso gli strumenti alternativi non disdegnano il settore dei mutui immobiliari, tanto che lo scorso anno avrebbero venduto un portafoglio di mutui per 135 milioni di sterline, in barba all’etica di non speculare sul debito altrui.

Anche il trading sulle valute non sembra spaventare la voglia di performance della Chiesa inglese, dato confermato dalla quota che il fondo pensione Church of England Pension Board ha investito nel fondo hedge Auriel Capital, hedge fund inglese che compra (e vende) valute di tutto il mondo.


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